TRIESTE – C’è una ripresa del traffico container in tutti i porti del Nord Adriatico nel primo semestre del 2025, l’unica eccezione è Trieste che “accusa” la sospensione del traffico Maersk a partire da aprile scorso dopo la rottura dell’alleanza 2M con Msc e la nascita del nuovo accordo Gemini con Hapag Lloyd, un servizio che fa scalo solamente a Capodistria e Fiume.

Un fatto, questo, che nel secondo trimestre ha favorito in particolare Capodistria, e anche Fiume se pur ancora marginalmente visto che il nuovo terminal di Riva Zagabria (gestito dal gruppo Maersk) è operativo soltanto da settembre.

A spiegarlo con un ricco compendio di dati e grafici l’ultimo flash report a cura dell’Aiom, l’Agenzia imprenditoriale operatori marittimi che ha sede a Trieste. I dati sui container del primo semestre 2025, spiega l’Aiom, presentano comunque dei valori ancora anomali rispetto al medesimo semestre del ’24 che era stato caratterizzato dalla prima fase dei dirottamenti via Capo di Buona Speranza.

Trieste segna -1,75% con 383.008 teu, Capodistria un +13,80% con 623.731, Fiume +18,60% con 275.510, Venezia con +5,18% e 252.442, Ravenna con +3,47% e 11.232. In totale il sistema del Nord Adriatico segna un +8,44 e 1 milione e 645.923 teu con la divisione tra Arco Nordest (Trieste-Capodistria Fiume) con 1.282.249 e un +9,57% e l’arco Nord Ovest (Venezia-Ravenna) con 363.674 e un +4,65%

Interessante la dinamica evolutiva, mette in rilievo Aiom nell’analisi, dei tre porti di Trieste, Capodistria e Fiume che rappresentano il cluster portante del range Nord Adriatico. Rilevante la crescita di Fiume nell’ultimo triennio. Capodistria segna un ulteriore incremento, mentre Trieste sin dal 2023 accusa un lieve rallentamento.

Per quanto riguarda invece l’andamento generale del traffico container nei principali porti Italiani, il 2024 ha segnato una crescita del 5,59% rispetto al ’23, con cali nei versanti del Basso Adriatico-Ionio e del centro-Nord-Adriatico. Interessante l’andamento dello share di ripartizione tra i due porti di Trieste e Capodistria.
Se si considera il carico trasportato in container, causa l’alta incidenza di vuoti che tra 2020 e 2024 si è accentuata, a Trieste si è passati dall’11% del periodo fino al 2029, al 25% nel 2024. A Capodistria si oscilla indicativamente tra il 26 e il 28%.

Molto importante la quota di traffico container del Porto di Trieste trasbordata verso altri porti del bacino Adriatico tramite feeder (Venezia-Ravenna-Ancona) grazie alla funzione di hub per i servizi diretti nel Far East con navi di grandi capacità. Nel traffico ferroviario la Germania occupa la prima posizione, seguita da Ungheria, Austria, Slovacchia, Nord Italia, Repubblica Ceca, Lussemburgo e Olanda. Al netto del traffico in transhipment il traffico ferroviario rappresenta il 49% del totale.

Il porto di Trieste è in quarta posizione rispetto ai porti italiani, e anche nel ’24 porta un segno negativo dei traffici (-1,17% ) con 842.200 teu (nel 23 erano 852.193 e nel ’22 877.805).