TRIESTE – Fincantieri sarebbe interessata ad acquisire gli asset della divisione Robotics & Industrialized Solutions di Saipem, in particolare i droni subacquei della piattaforma Hydrone.
Secondo indiscrezioni riportate dalla stampa nazionale, si tratta di un dossier ancora in fase preliminare, con diverse opzioni sul tavolo: vendita diretta, ingresso in una joint venture o cessione parziale.
Il Governo segue con attenzione l’operazione, considerata strategica perché riguarda tecnologie subacquee utilizzate sia per applicazioni industriali sia per la sorveglianza delle infrastrutture critiche. La presenza pubblica in entrambi i gruppi – Cdp Equity controlla circa il 71% di Fincantieri e detiene il 12,8% di Saipem – favorisce un percorso che manterrebbe il know-how sotto controllo nazionale.
La collaborazione tra i due gruppi non è nuova: nel 2024 Fincantieri e Saipem hanno siglato un memorandum of understanding per sviluppare soluzioni nel dominio “subsea robotics”. La piattaforma Hydrone di Saipem, capace di operare fino a 3.000 metri di profondità come drone residente, è considerata tra le più avanzate al mondo.
Saipem ha inoltre scelto Trieste come sede del proprio centro studi per i droni sottomarini, hub di ricerca e sviluppo che rafforza il legame con il Nord Adriatico, dove già si concentrano importanti competenze nel campo marittimo e subacqueo.
Per Fincantieri, che negli ultimi anni ha investito per diventare un player globale nel settore subacqueo, l’integrazione degli asset Saipem rappresenterebbe un passo ulteriore verso la creazione di un polo nazionale dedicato a tecnologie destinate ad avere un peso crescente nelle dinamiche industriali e di difesa.




