TRIESTE – Nel 2024 il trasporto terrestre di merci in Italia supera 1,2 miliardi di tonnellate. La strada rafforza la propria posizione dominante, mentre il ferroviario resta sostanzialmente stabile e consolida il proprio ruolo nei traffici oltreconfine.
Secondo i dati aggiornati, su 1.205,1 milioni di tonnellate movimentate via terra, il 92,1% viaggia su strada e il 7,9% su ferro. Anche in termini di tonnellate-chilometro – l’indicatore che misura le distanze percorse – il camion rappresenta l’86,9% del totale.
Il trasporto ferroviario ha movimentato 94,6 milioni di tonnellate per 22,9 miliardi di tonnellate-chilometro. Il traffico interno vale 35,7 milioni di tonnellate e 12,3 miliardi di tonnellate-chilometro. Rispetto al 2023 il dato è stabile.
Diversa la dinamica della strada. I vettori italiani con veicoli pesanti hanno trasportato 1.110,5 milioni di tonnellate per 152,7 miliardi di tonnellate-chilometro, con un incremento del 5,2% su base annua. Il traffico interno resta largamente prevalente: 1.084,2 milioni di tonnellate e 136,1 miliardi di tonnellate-chilometro.
La ripartizione tra interno e internazionale evidenzia una differenza strutturale tra le due modalità. Nei trasporti domestici il 96,8% delle merci viaggia su strada. Per la ferrovia, invece, il traffico interno rappresenta solo il 37,7% delle tonnellate complessive: la quota maggiore è legata ai flussi internazionali.
Il divario si è ampliato nell’ultimo decennio. Tra il 2014 e il 2024 il trasporto stradale è cresciuto del 29,6% in tonnellate-chilometro, passando da 117,8 a 152,7 miliardi. Nello stesso periodo il ferroviario è aumentato del 13,8%, da 20,2 a 22,9 miliardi.
Nel confronto europeo l’Italia mantiene una posizione di rilievo nel ferroviario, con il 6,1% delle tonnellate-chilometro dell’Ue27, in lieve aumento rispetto al 2023. Il Paese è quarto dopo Germania, Polonia e Francia. Il dato assume significato anche alla luce della densità infrastrutturale: 5,6 chilometri di linea ferroviaria ogni 100 chilometri quadrati, contro i 10,8 della Germania e i 6,3 della Polonia. Nel trasporto su strada, i vettori italiani coprono l’8,2% della performance complessiva europea, collocandosi al quinto posto dopo Polonia, Germania, Spagna e Francia.
La geografia dei traffici conferma la centralità del Nord, che concentra il 56,4% del Pil nazionale e origina circa l’82% delle merci ferroviarie e il 68,2% di quelle stradali. Il baricentro produttivo e logistico resta ancorato all’asse padano.
Sul piano industriale, il mercato ferroviario appare più articolato rispetto al passato: gli operatori merci sono passati da 16 nel 2004 a 24 nel 2024. Nel trasporto su strada prosegue invece la progressiva esternalizzazione. Solo il 13,2% delle tonnellate è trasportato in conto proprio, mentre l’87% è affidato a imprese in conto terzi. Sulle lunghe distanze oltre i 300 chilometri, il conto proprio si riduce all’1,8%.
Dal punto di vista merceologico, la ferrovia mostra una forte concentrazione sull’intermodale. Le merci classificate nel gruppo 19, che comprende container e casse mobili, rappresentano il 59% delle tonnellate e il 49% delle tonnellate-chilometro su ferro. La strada è più diversificata: alimentari, bevande e tabacchi costituiscono il 18% delle tonnellate movimentate, seguiti dai rifiuti urbani.




