TRIESTE – Il coordinamento UNATRAS annuncia lo stop dei servizi di trasporto merci a livello nazionale.

Il Comitato esecutivo di UNATRAS, che riunisce le principali associazioni dell’autotrasporto, ha deciso a Roma la proclamazione del fermo nazionale dei servizi, demandando all’ufficio di presidenza la definizione delle date e delle modalità nel rispetto delle regole di settore. La decisione arriva dopo settimane di tensione e segnala un’escalation del confronto con il Governo.

Alla base della protesta c’è l’aumento dei costi del gasolio, stabilmente sopra i due euro al litro, che secondo le associazioni rende insostenibile l’attività per migliaia di imprese. Il settore, che conta circa 100 mila aziende e 500 mila lavoratori, denuncia l’impossibilità di continuare a operare in perdita e parla di una crisi di liquidità aggravata dai tempi lunghi di pagamento delle fatture.

UNATRAS critica apertamente le misure finora adottate dall’Esecutivo, ritenute insufficienti. In particolare, il taglio lineare delle accise viene considerato penalizzante per l’autotrasporto professionale, perché avrebbe ridotto i benefici fiscali specifici della categoria senza incidere in modo significativo sul prezzo finale del carburante. Il coordinamento sottolinea anche la mancanza di un confronto diretto con il Governo, nonostante le ripetute richieste. Una situazione definita “inconcepibile” dalle organizzazioni, che rivendicano un atteggiamento responsabile mantenuto finora.

Tra le richieste avanzate figurano l’attuazione del credito d’imposta già previsto, ristori pari a 200 euro ogni 1000 litri di gasolio, la sospensione dei versamenti fiscali e contributivi e un quadro temporaneo di aiuti a livello europeo. Obiettivo: recuperare almeno una parte dei costi e garantire la continuità operativa delle imprese.
Il segretario generale di UNATRAS, Sergio Lo Monte, ha parlato di una situazione “estrema”, spiegando che in molti casi conviene tenere i mezzi fermi piuttosto che viaggiare in perdita. Ha inoltre evidenziato come l’aumento dei costi del trasporto incida solo marginalmente sui prezzi finali, denunciando possibili distorsioni lungo la filiera.
UNATRAS invita infine le proteste spontanee a confluire in iniziative coordinate e conformi alla legge, mentre resta aperto il rischio di un blocco con effetti diretti su logistica, industria e distribuzione.