TRIESTE – Dopo Maersk, un secondo colosso globale guarda al porto di Fiume. Il gruppo francese CMA CGM ha avviato le procedure per una possibile acquisizione di una quota rilevante – e potenzialmente di maggioranza – di Luka Rijeka (società mista pubblico/privato che gestisce parte dello scalo croato). L’operazione, ancora in fase preliminare, potrebbe segnare una svolta strategica per lo sviluppo dello scalo, con attese di crescita dei traffici e rafforzamento del ruolo internazionale.
La notizia è emersa tramite una comunicazione alla Borsa di Zagabria: Port Acquisitions, attuale primo azionista con il 34,4%, ha chiesto l’autorizzazione per una due diligence finalizzata alla possibile cessione delle proprie quote ai francesi. Il capitale della società è oggi suddiviso tra fondi pensione (33,5%), Stato croato (25%) e piccoli azionisti.
L’ingresso di CMA CGM, terzo operatore mondiale nel trasporto container, aprirebbe una nuova fase per il porto, in particolare per il terminal container di Brajdica, dove Luka Rijeka detiene il 49%. Già oggi Fiume ospita un altro gigante del settore, Maersk, attraverso APM Terminals nel terminal Rijeka Gateway, consolidando il posizionamento dello scalo nell’Alto Adriatico. Sul piano operativo, l’arrivo del gruppo francese potrebbe tradursi in un aumento significativo dei volumi, grazie alla possibilità di convogliare traffici tra Estremo Oriente e Adriatico. Atteso anche un potenziamento dei servizi feeder tra i porti regionali, con effetti diretti sulla centralità di Fiume nelle rotte marittime.
Le ambizioni di CMA CGM andrebbero oltre il solo traffico container. Il gruppo, che controlla anche CEVA Logistics, potrebbe sviluppare nuove attività nei segmenti automotive e ro-ro, sfruttando infrastrutture come il futuro terminal di Molo Praga. Possibili ricadute positive anche per la logistica ferroviaria, i magazzini retroportuali e il cargo aereo.
Le trattative sono sostenute da contatti avviati già lo scorso anno tra la famiglia Saadé, proprietaria del gruppo, e il governo croato. Resta da chiarire l’impatto sugli attuali assetti del terminal di Brajdica, oggi sotto il controllo della filippina ICTSI.
Secondo l’Autorità portuale, l’interesse di un secondo grande operatore globale conferma la crescita strategica dello scalo. L’eventuale ingresso di CMA CGM rafforzerebbe ulteriormente il ruolo di Fiume come hub logistico europeo, migliorando traffici, servizi e integrazione nei corridoi internazionali.




