TRIESTE –  I consigli di amministrazione di Interporto Padova e Padova Hall hanno approvato il progetto di fusione per incorporazione, primo passo verso la creazione di un unico operatore economico nel territorio. L’operazione, approvata in contemporanea dai due CdA il 14 aprile, prevede l’incorporazione di Padova Hall in Interporto Padova, con la nuova denominazione proposta “Interporto Padova Hall Spa”. Si tratta dell’elemento centrale, con impatto industriale e patrimoniale rilevante, mentre restano ancora alcuni passaggi formali prima della chiusura definitiva.

Secondo le valutazioni preliminari dello studio BZM, il rapporto di cambio si colloca in una forbice che attribuisce a Interporto Padova tra l’82,9% e l’86,3% della nuova società, e a Padova Hall tra il 13,7% e il 17,1%. Il capitale sociale post fusione, oggi pari a circa 44,9 milioni di euro per Interporto, salirebbe in un intervallo compreso tra 51,6 e 53,6 milioni. Il dato più rilevante è però quello patrimoniale: l’integrazione porterà sotto un’unica struttura asset immobiliari per un valore corrente stimato intorno ai 430 milioni di euro.

Un passaggio che rafforza il peso dell’operatore nel sistema economico locale, mettendo insieme logistica, area industriale e polo fieristico. L’operazione viene presentata come una scelta industriale e istituzionale, non una semplice aggregazione. L’obiettivo è costruire una piattaforma più solida dal punto di vista finanziario, capace di sostenere investimenti e sviluppo nei prossimi anni, valorizzando sinergie già esistenti tra le due realtà. Per Interporto Padova si tratta di un ulteriore tassello di un percorso già avviato con precedenti integrazioni societarie sul territorio.

Per Padova Hall, invece, l’ingresso nel nuovo perimetro rappresenta una leva per consolidare l’attività fieristica e congressuale, mantenendo il ruolo del quartiere come polo di innovazione e aggregazione. Restano tre passaggi chiave: l’approvazione da parte dei soci pubblici (Comune, Provincia e Camera di Commercio), la definizione definitiva del rapporto di cambio da parte di un esperto nominato dal Tribunale e la ratifica finale dell’assemblea.

Parallelamente, Interporto Padova ha annunciato anche un accordo con VSIX, Internet Exchange gestito dall’Università di Padova, con un peso più operativo ma coerente con la strategia di sviluppo. L’intesa prevede l’ospitalità delle infrastrutture di rete dell’interporto presso il nodo di interscambio, con l’attivazione di un Autonomous System. In termini pratici, questo consente una gestione diretta delle politiche di connessione e un accesso più efficiente ai servizi digitali, con riduzione delle latenze e miglioramento delle prestazioni. L’impatto riguarda anche la Zona Industriale di Padova: le imprese collegate alla rete in fibra dell’interporto potranno accedere più facilmente a provider cloud e servizi digitali, con effetti sulla competitività dell’area. Il nodo VSIX, attivo dal 2009 e con picchi di traffico prossimi ai 300 Gbps, si colloca tra i principali punti di interscambio italiani. L’accordo rafforza quindi la componente digitale dell’infrastruttura logistica, ma resta la fusione societaria l’operazione che ridisegna in modo più profondo il perimetro industriale del sistema padovano.