TRIESTE – Un’esplosione su una nave sudcoreana nello Stretto di Hormuz riporta al centro il tema della sicurezza della navigazione, mentre lo scontro tra Stati Uniti e Iran si intensifica.

Una portarinfuse gestita dalla compagnia sudcoreana HMM, battente bandiera panamense, è stata colpita da un’esplosione seguita da incendio mentre si trovava all’ancora vicino agli Emirati Arabi Uniti. Secondo le autorità di Seul, non risultano vittime tra i 24 membri dell’equipaggio, ma restano in corso verifiche per stabilire se si sia trattato di un incidente o di un attacco. L’incendio sarebbe partito dalla sala macchine dopo la deflagrazione.

L’episodio si inserisce in un contesto di crescente instabilità nell’area. Le autorità degli Emirati hanno segnalato un incendio in un sito petrolifero a Fujairah attribuito a un drone iraniano, mentre i sistemi di difesa aerea sono stati attivati per intercettare missili e droni in arrivo. Segnalazioni di incendi su altre navi al largo degli Emirati confermano un quadro operativo ad alto rischio per il traffico commerciale.
Sul piano militare e politico, resta forte il contrasto tra Washington e Teheran sul controllo dello Stretto. Gli Stati Uniti hanno avviato l’operazione “Project Freedom” per consentire il passaggio delle navi commerciali bloccate, sostenendo di aver già garantito il transito di alcune unità. L’Iran contesta questa versione e afferma che nessuna nave commerciale o petroliera ha attraversato lo Stretto nelle ultime ore, ribadendo che ogni transito deve avvenire sotto il coordinamento delle proprie forze.

Le Guardie Rivoluzionarie hanno inoltre avvertito che qualsiasi nave che non rispetti le regole imposte da Teheran potrà essere fermata con la forza. Nelle stesse ore, fonti iraniane hanno parlato di colpi di avvertimento contro unità statunitensi, mentre Washington ha smentito che proprie navi siano state colpite.