TRIESTE – La Regione Friuli Venezia Giulia scriverà al ministero delle Infrastrutture per sbloccare il nodo delle imbarcazioni abbandonate, mentre entro l’estate saranno pubblicati i nuovi bandi 2026 per il comparto nautico.

L’annuncio è arrivato dall’assessore regionale alle Attività produttive e al Turismo Sergio Emidio Bini, intervenuto a Monfalcone all’apertura del convegno dedicato alla nautica. Al centro del suo intervento, la necessità di intervenire su alcune criticità ancora aperte, in particolare quella delle cosiddette “imbarcazioni fantasma”.
Su questo punto, Bini ha spiegato che la Regione ha già messo a disposizione strumenti e risorse, ma che l’attuale quadro normativo nazionale non consente interventi rapidi ed efficaci. Per questo motivo, è prevista a breve una comunicazione ufficiale al ministero delle Infrastrutture per avviare un confronto tecnico. L’obiettivo è individuare soluzioni operative, anche prendendo a riferimento modelli europei come quello francese, basati su procedure più snelle.

Accanto a questo passaggio istituzionale, l’assessore ha indicato anche le prossime scadenze operative. I nuovi bandi regionali per il 2026 saranno pubblicati entro l’estate e saranno rivolti in particolare alle micro, piccole e medie imprese del settore. Si tratterà di contributi a fondo perduto, già utilizzati nelle precedenti programmazioni per sostenere interventi di refitting e investimenti nelle marine.

Secondo la Regione, le prime risorse stanziate hanno già prodotto risultati, soprattutto sul fronte dell’ammodernamento delle imbarcazioni e delle infrastrutture diportistiche. Resta però aperto il tema della gestione dei relitti e delle unità abbandonate, che incide sia sul piano ambientale sia su quello operativo.
Nel suo intervento, Bini ha anche rivendicato il lavoro normativo svolto dall’amministrazione regionale, sottolineando come il Friuli Venezia Giulia sia la prima regione in Italia ad aver approvato un Testo unico sulla nautica. Una norma pensata per rendere più semplice e diretto l’accesso agli strumenti di sostegno e per dare un quadro organico a un comparto considerato strategico nella Blue Economy.
Infine, è stato ribadito il legame tra nautica e turismo, indicato come uno dei driver principali per l’economia regionale, con effetti diretti su occupazione e filiere locali.