TRIESTE – Oltre 32 metri di lunghezza e 8 di larghezza, più di 20 milioni di euro di investimento: presentato ieri al porto di Trieste il robot subacqueo sviluppato da Impresa Taverna (Gruppo Icop) per il cantiere del Molo VII.

L’attrezzatura è capace di muoversi sotto le banchine e lavorare in completa autonomia, sostituendo operatori, subacquei e non, in operazioni delicate come la manutenzione delle strutture portuali. RoboGO ha come cuore del sistema un’unità robotica dotata di bracci oleodinamici intelligenti, telecamere ad alta risoluzione, sensori avanzati e un sofisticato sistema di intelligenza artificiale. Il macchinario può svolgere in autonomia operazioni complesse: dall’idropulizia alla impermeabilizzazione, fino all’idroscarifica e al ripristino strutturale del calcestruzzo. Il tutto senza richiedere la presenza di operatori subacquei e garantendo la massima sicurezza. Le operazioni sono infatti supervisionate in tempo reale da una Control Room, situata su un pontone galleggiante, collegato all’unità robotica. Questo consente di mantenere pienamente operativi i terminal in superficie, riducendo tempi, costi e impatto ambientale degli interventi.

«Con RoboGO uniamo sicurezza, rispetto dell’ambiente, precisione e rapidità di esecuzione attraverso l’innovazione: un vero cambiamento di paradigma nella manutenzione portuale. Questo sistema automatizzato può lavorare senza interrompere le attività di superficie, mantenendo operative le banchine e migliorando sicurezza ed efficienza, con benefici concreti per un porto strategico come quello di Trieste» ha spiegato Luca Zambarbieri, amministratore delegato di Impresa Taverna e responsabile del progetto.
«L’integrazione sinergica tra sistemi di automazione, algoritmi di intelligenza artificiale e interfacce di controllo remoto consente a RoboGO di operare in condizioni critiche, garantendo elevati standard di sicurezza anche in ambienti complessi o di difficile accesso – ha aggiunto Yurij Bean (Nuvisa), responsabile della progettazione e realizzazione del sistema – . La piattaforma è dotata di capacità di machine learning che le permettono di adattarsi dinamicamente agli scenari operativi, ottimizzando progressivamente le performance attraverso l’elaborazione dei dati acquisiti in campo».

RoboGO nasce per affrontare le sfide tecniche dell’ intervento di riqualificazione del Molo VII del Porto di Trieste, un’opera di rilevanza nazionale che vede come capofila la società friulana Icop S.p.A. Società Benefit, con la regia della parte marittima affidata alla sua partecipata Impresa Taverna Srl. Un progetto strategico di grande portata: 611.000 metri quadrati di superfici da sottoporre a manutenzione, 3.600 piastre prefabbricate da ispezionare e trattare. Un intervento che si svilupperà in due anni di lavori continuativi, con un investimento complessivo di 82 milioni di euro finanziati attraverso il Fondo Complementare al PNRR.
«Questo significativo investimento non guarda solo al cantiere del Molo VII, ma apre la strada ad una nuova generazione di tecnologie al servizio dei porti italiani e internazionali» ha sottolineato Vittorio Petrucco, presidente di Icop.

«Accogliamo con grande favore questa iniziativa di Impresa Taverna e l’introduzione di attrezzature che consentiranno di eseguire i lavori da noi commissionati in maniera efficace, veloce e soprattutto sicura. Esprimiamo altresì una certa soddisfazione nel vedere che l’indirizzo progettuale e tecnico definito dall’Autorità di Sistema Portuale in fase di gara sia stato brillantemente colto e sviluppato da Taverna, in un percorso di collaborazione che darà i suoi frutti non solo a Trieste ma anche in altri porti che presentano problematiche simili. È stata infatti proprio l’Autorità – ha ricordato il Commissario straordinario dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, Antonio Gurrieri – a promuovere l’adozione di soluzioni tecnologiche evolute per garantire la massima sicurezza operativa in un contesto complesso: RoboGO rappresenta una risposta concreta a questa esigenza».