TRIESTE – Fincantieri ha avviato un’azione legale negli Stati Uniti contro Owens Corning e la sua controllata finlandese Paroc, accusandole di aver fornito pannelli isolanti certificati in modo irregolare e non conformi agli standard europei di sicurezza antincendio.
La causa, depositata in Ohio, quantifica in oltre 100 milioni di dollari i danni subiti dal gruppo cantieristico, tra ritardi di consegna, penali contrattuali e impatto reputazionale.
Secondo quanto riportato dal Financial Times, i pannelli in lana di roccia forniti da Paroc sarebbero stati installati su una decina di navi Fincantieri, comprese unità di lusso come le crociere Explora I e II e alcune navi militari. Il richiamo è scattato nel 2023, dopo che test indipendenti condotti dalle autorità marittime danesi avevano rilevato una resistenza al fuoco di 45 minuti, inferiore ai 60 richiesti dalla normativa UE.

Fincantieri sostiene che le certificazioni sarebbero state ottenute presentando campioni manipolati per superare i test, diversi dai prodotti realmente immessi sul mercato. La perdita dell’omologazione ha riguardato anche oltre 40 navi di altri operatori internazionali, già in servizio, costruite in anni precedenti.
La vicenda ha avuto impatti diretti sui programmi di consegna: il varo della Explora I, previsto per il 29 giugno 2023, è stato posticipato di tre settimane; anche Explora II e una terza nave hanno subito ritardi, con costi aggiuntivi per il costruttore.
Nell’atto di citazione, Fincantieri sottolinea che Owens Corning non avrebbe predisposto misure correttive per le unità già operative, nonostante una valutazione interna avesse indicato “un elevato rischio per la sicurezza a bordo”. Owens Corning ha dichiarato di essere a conoscenza della causa, ma non ha rilasciato commenti sui procedimenti in corso.