TRIESTE – Nasce Fundo.one, la prima startup sviluppata nell’ambito di Maritime Ventures, iniziativa di sistema per la trasformazione digitale e l’innovazione della filiera marittima. L’obiettivo è affrontare una delle criticità più rilevanti per le piccole e medie imprese del comparto: l’accesso a incentivi, bandi e strumenti di finanza agevolata.
Maritime Ventures, promossa da CDP Venture Capital e gestita da Cariplo Factory e Bridgemaker, può contare sul sostegno di primari investitori industriali e finanziari come Fincantieri, PSA Italy, Fondazione Compagnia di San Paolo, Neva SGR e Friulia, oltre alla collaborazione di partner istituzionali quali Comune di Genova, Regione Friuli Venezia Giulia e Confindustria Genova. A soli 14 mesi dalla sua costituzione, l’iniziativa annuncia così la nascita di Fundo.one, una piattaforma AI-native ideata per automatizzare e semplificare il percorso delle imprese verso la finanza pubblica e privata.
Maritime Ventures, che ha sedi operative permanenti a Genova e a Trieste, ha fissato obiettivi ambiziosi: creare dieci nuove imprese in tre anni, con investimenti diretti per circa 30 milioni di euro tramite il Fondo Boost Innovation di CDP Venture Capital. L’effetto leva stimato è di 70 milioni, con un impatto significativo sulla digitalizzazione e competitività delle PMI italiane che operano nella cantieristica navale, nella nautica da diporto, nella crocieristica e nella logistica portuale.
La piattaforma, guidata dal Ceo Andrea Giustina – manager con lunga esperienza nel mondo delle startup e una exit da oltre 300 milioni di euro – consente con una rapida registrazione di definire gli obiettivi aziendali, avviare la ricerca automatizzata e continuativa dei bandi pertinenti e seguire ogni fase del processo: dall’invio delle pratiche alla gestione della rendicontazione, tutto attraverso una dashboard unica. Grazie a un sistema di alert e reminder, Fundo.one segnala in tempo reale le nuove opportunità disponibili e riduce le barriere burocratiche, migliorando così il tasso di successo delle domande.
I numeri confermano la necessità di uno strumento di questo tipo: solo il 31% delle PMI italiane accede a finanziamenti pubblici (pari a 396 miliardi di euro nel 2024) e appena il 16% utilizza strumenti di Supply Chain Finance (594 miliardi nello stesso anno). Nel settore nautico la percentuale è ancora più bassa, come evidenziato dall’analisi di oltre 45 imprese condotta da Maritime Ventures nei primi mesi di attività. Complessità normativa, tracciabilità, digitalizzazione dei processi e comunicazione tra stakeholder emergono tra i principali ambiti di innovazione richiesti dalle aziende.




