TRIESTE – Sarà un arrivo simbolico quello previsto domani all’Interporto Rivers di Porto Marghera: una Liebherr LHM 420, gru mobile portuale di ultima generazione.

Dopo un lungo viaggio iniziato nel porto tedesco di Rostock, l’equipment promette di cambiare il volto delle operazioni di banchina del terminal. L’investimento, dal valore di oltre 5 milioni di euro, rappresenta uno dei punti qualificanti del percorso di sviluppo avviato da Interporto Rivers Venezia, controllato dal Gruppo Orlean Invest Holding dell’imprenditore Gabriele Volpi.
Il montaggio del nuovo mezzo è previsto già martedì e sarà accompagnato da un momento ufficiale con la presenza di Matteo Gasparato, Commissario straordinario dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale.

La LHM 420 si distingue non soltanto per le dimensioni e la capacità operativa, ma soprattutto per le tecnologie incorporate. Liebherr l’ha equipaggiata con EVO 6, un sistema di controllo di nuova generazione, sensori avanzati e il dispositivo ibrido Pactronic, che utilizza in modo intelligente l’energia accumulata per ridurre drasticamente consumi ed emissioni. La gru è dotata di un doppio motore, elettrico ed endotermico, così da garantire continuità e flessibilità operativa in funzione delle esigenze del terminal.

Dal punto di vista commerciale, il nuovo mezzo andrà a rafforzare due settori in particolare. Da un lato, quello delle rinfuse, già consolidate nel terminal e che comprendono categorie merceologiche come clinker, cementi, prodotti siderurgici, sabbie, ceneri e merci agroalimentari. Dall’altro, quello del project cargo, segmento ad alto valore aggiunto che richiede attrezzature e infrastrutture in grado di movimentare carichi fuori sagoma e componenti industriali complessi. Per Interporto Rivers Venezia si tratta di un ambito in forte crescita e sul quale intende costruire una parte rilevante della propria strategia futura.

L’arrivo della LHM 420 rappresenta la prima tappa di un programma più ampio di investimenti, che per il biennio 2025-2026 prevede risorse per circa 15 milioni di euro. Il piano, illustrato dalla società, comprende il consolidamento di una porzione della banchina in concessione demaniale, intervento indispensabile per aumentare capacità e sicurezza operativa. È prevista inoltre la digitalizzazione e informatizzazione dei flussi di merci e mezzi, con l’obiettivo di rendere più rapido ed efficiente il transito delle informazioni e delle operazioni logistiche.
Un altro tassello fondamentale sarà la riqualificazione dell’area ex Eckart, destinata proprio a supportare il project cargo. In questo spazio verranno introdotte nuove dotazioni e processi di automazione per gestire carichi di grandi dimensioni e valore, integrando le operazioni di banchina con aree retroportuali dedicate.

Sul fronte della sostenibilità, Interporto Rivers Venezia punta al completamento del parco fotovoltaico da 1 megawatt già in fase di sviluppo. L’impianto consentirà non soltanto di alimentare la nuova gru Liebherr, ma anche di ridurre in maniera significativa le emissioni complessive del terminal, in linea con gli obiettivi di transizione energetica del settore portuale.
Secondo i dati forniti dalla società, il terminal di Marghera ha chiuso il 2025 con una crescita superiore al 30% rispetto all’anno precedente sia in termini di navi sbarcate che di volumi movimentati.