TRIESTE – Il porto di Trieste torna al centro del dialogo tra Italia e Ungheria. A Roma i due viceministri hanno confermato il sostegno politico e finanziario allo sviluppo del terminal ungherese. L’incontro si è svolto al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e ha ribadito la stretta collaborazione tra i due Paesi nei settori della logistica, della connettività e degli investimenti infrastrutturali. Al centro del confronto l’investimento ungherese nel porto di Trieste, in particolare nell’area dell’ex raffineria di Aquilinia a ridosso del Canale navigabile, considerata snodo strategico tra Mediterraneo, Europa centro-orientale e Balcani.

È stato confermato il valore dell’impegno di Adria Port e il sostegno del Governo italiano alle opere in corso. Gli interventi di banchinamento e dragaggio, finanziati con circa 45 milioni di euro attraverso il Piano nazionale complementare, procedono secondo programma e dovrebbero concludersi entro agosto 2026. È in fase avanzata anche l’iter per l’assegnazione di ulteriori 10 milioni di euro destinati al completamento dei dragaggi. Risorse considerate necessarie per consentire l’attracco di navi di grandi dimensioni e lo sviluppo pieno del terminal Ro-Ro.

Nel colloquio è emersa anche la dimensione più ampia della cooperazione lungo l’asse Adriatico–Europa centro-orientale. L’attenzione si è concentrata sui corridoi logistici integrati e sui collegamenti con l’Ucraina, in un quadro che punta a rafforzare la resilienza delle catene di approvvigionamento e a sostenere i processi di ricostruzione. Il vertice ha confermato una convergenza politica sull’obiettivo di trasformare la collaborazione bilaterale in risultati operativi, con Trieste indicata come porta strategica per i traffici verso il cuore industriale dell’Europa.