TRIESTE – La partenza del primo treno di InRail segna il ritorno operativo dello scalo intermodale di Interporto di Pordenone e rappresenta il passaggio chiave della giornata inaugurale.

Il convoglio è il primo servizio gestito direttamente da InRail dopo la fase di transizione seguita alla chiusura del rapporto con Hupac. Un passaggio non solo simbolico: negli ultimi anni lo scalo aveva perso centralità nei traffici ferroviari, e la ripartenza dei treni è il vero indicatore della sua riattivazione.

La collaborazione con InRail, già presente nel sistema logistico del Nord Adriatico, consente di ristabilire collegamenti ferroviari fondamentali per le imprese del territorio e di riagganciare l’interporto ai corridoi europei.

Attorno a questo passaggio operativo si inserisce l’inaugurazione di cinque nuove opere infrastrutturali, per un valore complessivo superiore ai 6 milioni di euro. Gli interventi riguardano l’ampliamento dei piazzali, nuove aree di sosta certificate e spazi dedicati ai servizi, con un ridisegno complessivo dell’assetto logistico dello scalo. L’interporto, che si estende su circa 895 mila metri quadrati, è al centro di un piano di sviluppo più ampio. Tra le opere in corso ci sono l’allungamento dell’asta ferroviaria a 750 metri, l’espansione del terminal container e la creazione di nuove aree logistiche. Parallelamente è prevista la digitalizzazione completa dei flussi entro il 2026, con sistemi di monitoraggio degli accessi e dei mezzi.

Resta centrale il legame con il porto di Trieste, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo di retroporto e migliorare l’integrazione tra traffici marittimi e ferroviari. In questo quadro si inserisce anche la prospettiva di una gestione del terminal tramite una newco pubblico-privata, per portare lo scalo a pieno regime. La giornata ha riunito istituzioni, operatori e imprese, con un messaggio comune: senza ferrovia non c’è competitività logistica.

I principali interventi alla cerimonia di oggi, hanno messo in evidenza pochi punti chiave:

L’ad di Interporto Pordenone, Sergio Bolzonello, ha sottolineato il ruolo dell’interporto come nodo logistico in una posizione strategica tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, collegato a porti e corridoi europei. Ha evidenziato anche l’importanza della digitalizzazione per migliorare sicurezza e competitività.

InRail, con l’amministratore delegato Martin Ausendorfer, ha insistito sul valore della collaborazione nel settore ferroviario e sul vantaggio competitivo del treno rispetto alla gomma, soprattutto in termini di efficienza e risorse.

Michelangelo Agrusti, vicepresidente Cciaa Pordenone Udine ha richiamato il legame con Trieste, indicando Pordenone come parte del sistema retroportuale e sottolineando il potenziale anche in ambito logistico più ampio, incluso quello militare.

Alessandro Basso, sindaco di Pordenone,  ha parlato di una fase positiva per il territorio e di un sistema locale in crescita, mentre il ministro per i rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha ribadito il peso della logistica per la competitività industriale e la necessità di sostenere il settore in un contesto economico complesso.

Massimiliano Fedriga, presidente della Regione Fvg, ha posto l’accento sulla visione strategica: gli investimenti sull’interporto non sono locali ma funzionali a un sistema logistico più ampio, regionale ed europeo, con il Friuli Venezia Giulia come hub tra Est e Ovest.