TRIESTE – Il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane chiude il 2025 con utile netto positivo e risultati in crescita, trainati da ricavi record e investimenti senza precedenti.

Il Consiglio di amministrazione, presieduto da Tommaso Tanzilli, ha approvato la Relazione finanziaria al 31 dicembre 2025, che evidenzia un miglioramento diffuso rispetto all’anno precedente e un avvicinamento agli obiettivi del Piano Strategico 2025-2029.
I ricavi operativi raggiungono 17,3 miliardi di euro (+4% sul 2024), mentre l’EBITDA (Earnings Before Interest, Taxes, Depreciation and Amortization – margine operativo lordo) sale a circa 2,4 miliardi (+6%). L’EBIT (Earnings Before Interest and Taxes – risultato operativo) si attesta a 350 milioni (+2%) e il risultato netto torna positivo a 30 milioni, rispetto alla perdita di 208 milioni del 2024.

Sul fronte finanziario, la posizione finanziaria netta (debito netto) scende a 12,8 miliardi di euro, in miglioramento di 0,7 miliardi. Gli investimenti tecnici toccano il record di 18,3 miliardi, con 16 miliardi legati al PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). Nell’anno sono state effettuate 8.515 assunzioni.

Subito dopo i risultati generali, emergono i dati della Business Unit Trasporto Merci. I ricavi operativi si attestano a 1,4 miliardi di euro (+4%), nonostante una contrazione dei volumi: tonnellate/km in calo del 3,8% e treni/km del 5,1%. La crescita è sostenuta soprattutto dalle performance di TX Logistik e Mercitalia Shunting & Terminal, grazie alla ripresa dell’intermodale, a migliori tassi di riempimento e all’aumento delle tariffe.
L’EBITDA della divisione merci raggiunge 105 milioni di euro, in aumento di 44 milioni (+72%), mentre gli investimenti tecnici ammontano a 322 milioni (+8%), destinati al rinnovo della flotta e alla manutenzione del materiale rotabile.

Nel dettaglio dei ricavi, i servizi di trasporto generano 9,2 miliardi (+483 milioni), con crescita sia nel traffico passeggeri ferroviario che su gomma e un lieve incremento nel cargo ferroviario. I ricavi da infrastruttura salgono a 5,1 miliardi (+10%), sostenuti dagli interventi sulla rete stradale in concessione e dai corrispettivi di servizio.
I costi operativi si attestano a 14,9 miliardi (+4%), influenzati dall’aumento dell’organico e dei costi per servizi e manutenzioni.

Gli investimenti restano concentrati per il 98% in Italia: circa 12 miliardi destinati alla rete ferroviaria e 4 miliardi alle infrastrutture stradali. Tra le opere principali figurano la linea AV/AC (Alta Velocità/Alta Capacità) Brescia-Verona-Vicenza-Padova, il Terzo Valico dei Giovi, la Napoli-Bari e la Palermo-Catania-Messina.

Secondo l’amministratore delegato e direttore generale Stefano Antonio Donnarumma, il 2025 segna un passaggio chiave nel percorso di crescita del gruppo, con risultati che confermano la solidità industriale anche in una fase di forte accelerazione degli investimenti e trasformazione operativa.