TRIESTE – Il Governo accelera sul dossier autotrasporto e prepara un confronto diretto con le associazioni di categoria. Il 22 maggio Unatras e Confartigianato Trasporti saranno ricevute a Palazzo Chigi dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini, mentre sul tavolo prende forma un possibile intervento economico da 500 milioni di euro.
Ad anticiparlo è stato lo stesso Salvini durante la trasmissione “24 Mattino” su Radio 24, spiegando che entro venerdì il Governo punta a presentare «una proposta normativa ed economica credibile per chi lavora con il carburante». Secondo il ministro, le associazioni dell’autotrasporto hanno stimato in circa 500 milioni di euro le risorse necessarie dall’inizio del conflitto internazionale che ha fatto impennare i costi energetici.
«Quello è l’obiettivo, poi vedremo se ci arriveremo integralmente», ha dichiarato Salvini, ricordando però i vincoli europei legati al Patto di stabilità. Il ministro ha aggiunto che, anche nel caso di limiti imposti da Bruxelles, il Governo sarebbe intenzionato comunque a intervenire: “Se per assurdo ci dicessero di no, fermate il Paese perché non vi permettiamo di spendere i soldi che avete trovato, è chiaro che noi li spenderemo lo stesso”.
Nel frattempo, Confartigianato Trasporti ha definito il vertice del 22 maggio un appuntamento cruciale per portare ai massimi livelli dell’Esecutivo le priorità e le criticità delle imprese del comparto. Anche Unatras ha parlato di un segnale di attenzione verso la “critica situazione dell’autotrasporto italiano”, confermando però le iniziative di confronto già programmate sul territorio. Salvini ha inoltre ribadito il ruolo strategico del trasporto merci su strada per l’economia italiana. «Il 90% delle merci viaggia su gomma. Fermare i camion significa fermare il Paese, bloccare le attività e creare carenze di materie prime nei negozi», ha affermato il ministro, aggiungendo che «gli autotrasportatori hanno ragione».
Secondo il vicepremier, le misure allo studio per il credito d’imposta destinato ai Tir non andrebbero a incidere sui fondi previsti per il taglio delle accise, trattandosi di “due binari diversi”.




