TRIESTE – La Regione Friuli Venezia Giulia chiede a Innoway di dettagliare investimenti, ordinativi e percorso di rientro dei lavoratori nel sito di Bagnoli della Rosandra (Trieste) in vista del tavolo ministeriale del 5 agosto.

Sono questi i principali temi emersi dall’incontro che si è svolto oggi nella sede della Regione a Trieste, al quale hanno partecipato gli assessori Alessia Rosolen e Sergio Emidio Bini, i rappresentanti di Innoway e MSC, le organizzazioni sindacali e Confindustria. La riunione è servita a preparare il confronto convocato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, considerato decisivo per verificare l’avanzamento del progetto di reindustrializzazione dell’ex Wärtsilä.

Nel corso del tavolo ministeriale l’azienda dovrà illustrare il quadro degli investimenti previsti sul sito, le tempistiche degli ordinativi industriali, le fasi di implementazione delle nuove attività e il programma di rientro del personale. Saranno inoltre presentati gli interventi per il rafforzamento della filiera produttiva e gli obiettivi industriali per i prossimi dodici mesi.
Per la Regione il nodo principale resta quello occupazionale. «È il momento di avere le garanzie che il piano industriale e degli investimenti dei prossimi 12 mesi si sposi con la piena occupazione dei lavoratori entro il 31 luglio 2027. Servono tempistiche ben definite e un percorso condiviso con istituzioni, organizzazioni sindacali e parti datoriali», ha dichiarato l’assessore al Lavoro Alessia Rosolen.

Innoway, nata dall’accordo tra il gruppo armatoriale MSC e la società austriaca Innofreight per la produzione di carri ferroviari innovativi destinati al trasporto merci, ha assunto l’impegno di riassorbire tutti gli ex dipendenti Wärtsilä, oggi poco meno di 250 dopo alcune uscite volontarie e pensionamenti. Attualmente sono già operativi circa cento lavoratori, mentre una trentina stanno seguendo corsi di saldatura avanzata per acquisire le competenze richieste dalla nuova produzione. Per il personale non ancora rientrato è stata nel frattempo prorogata per altri dodici mesi la cassa integrazione straordinaria, misura concordata al Ministero per accompagnare il percorso di riconversione.

Secondo quanto riferito dagli assessori regionali, l’accordo di programma per la reindustrializzazione del sito di Bagnoli della Rosandra sta rispettando il cronoprogramma previsto e l’obiettivo resta quello di completare il progetto entro il 31 luglio 2027, realizzando uno stabilimento moderno e pienamente operativo. Proseguono inoltre le attività per accelerare la realizzazione del raccordo ferroviario al servizio dell’impianto.

L’azienda ha infine confermato l’intenzione di investire nell’ampliamento della produzione, puntando sull’internalizzazione della realizzazione dei componenti dei carri ferroviari, sullo sviluppo delle attività di manutenzione e sul rafforzamento della filiera locale di approvvigionamento, elementi ritenuti strategici per consolidare il nuovo polo industriale e creare nuove opportunità di sviluppo per il territorio.

Dal confronto è emerso anche che Innoway ha completato la certificazione dei nuovi modelli di vagone da 30 e 40 piedi e ha avviato l’audit per il modello da 45 piedi. La produzione ha raggiunto complessivamente 148 vagoni e, secondo le previsioni dell’azienda, dovrebbe consentire di arrivare a 145 addetti entro la fine di settembre. La società ha inoltre ribadito che gli investimenti previsti, compresi quelli relativi alla terza campata, saranno confermati e che ulteriori dettagli verranno presentati al tavolo ministeriale del 5 agosto.

Dal fronte sindacale, pur riconoscendo l’aumento della produzione come un segnale positivo, è stata espressa preoccupazione per i ritardi accumulati nella realizzazione del progetto e per le possibili ricadute sui lavoratori ancora in cassa integrazione. Le organizzazioni sindacali hanno inoltre chiesto maggiore trasparenza sui dati relativi al percorso di reinserimento del personale e hanno ribadito che l’incremento delle attività dovrà tradursi in occupazione stabile, investimenti effettivamente realizzati e pieno rispetto delle scadenze previste dal piano di reindustrializzazione.