TRIESTE – Rete Ferroviaria Italiana potrà contare su circa 4 miliardi di euro aggiuntivi per gli investimenti ferroviari, destinati anche a infrastrutture strategiche del Friuli Venezia Giulia, del Veneto e delle aree collegate al porto di Ravenna.

L’aggiornamento 2025 del Contratto di Programma MIT-RFI 2022-2026 è diventato operativo nel luglio 2026 dopo il via libera del CIPESS e il successivo decreto interministeriale. Le nuove risorse serviranno a garantire la continuità dei cantieri strategici, coprire gli extracosti delle opere in corso, sostenere gli interventi collegati al PNRR e finanziare programmi previsti dalla normativa nazionale.

Le risorse sono suddivise in due capitoli. Circa 1,7 miliardi sono costituiti da fondi vincolati, destinati a specifiche finalità come il Decreto Alluvioni, gli interventi legati alla concessionaria A22, gli adeguamenti per l’aumento dei costi dei materiali e i finanziamenti agli enti locali. Altri 2,2 miliardi provengono dalla Legge di Bilancio 2025: di questi, 1,1 miliardi finanziano la prosecuzione dei programmi e dei cantieri già avviati, mentre altri 1,1 miliardi coprono gli extracosti e i fabbisogni residui dei progetti ferroviari sostenuti dal PNRR.
Una parte delle nuove risorse sosterrà anche infrastrutture ferroviarie strategiche del Nord-Est e dell’area del porto di Ravenna, pur senza una ripartizione regionale prestabilita dei finanziamenti.

In Veneto prosegue il percorso della linea Alta Velocità/Alta Capacità Verona-Vicenza-Padova. È confermato il limite di spesa per il secondo lotto funzionale dell’attraversamento ferroviario di Vicenza, mentre continuano anche gli investimenti per l’elettrificazione della rete regionale con la seconda fase del progetto sulla tratta Vittorio Veneto-Ponte nelle Alpi-Belluno. In Fvg gli investimenti sono concentrati sul rafforzamento della logistica ferroviaria e dei collegamenti con il porto di Trieste. Tra le opere previste figurano il potenziamento dell’ultimo miglio ferroviario a servizio dello scalo, l’upgrading tecnologico del nodo di Udine e gli interventi sulla stazione di Villa Opicina e sul bivio di Aurisina, finanziati attraverso la programmazione ordinaria di RFI e la rimodulazione delle risorse del PNRR.

Per Ravenna una parte dei fondi deriva dal Decreto Alluvioni e sarà destinata al ripristino e al rafforzamento della resilienza delle infrastrutture ferroviarie della Romagna, compresi i collegamenti del nodo ferroviario ravennate. È inoltre confermata la strategia di sviluppo del porto attraverso il potenziamento delle linee ferroviarie di adduzione e del nodo logistico, con l’adeguamento delle infrastrutture agli standard europei per il traffico merci, incluso l’allungamento dei binari fino a 750 metri.

L’aggiornamento del Contratto di Programma non assegna quote finanziarie specifiche a Fvg, Veneto o Ravenna. Gli interventi saranno finanziati attraverso i diversi canali previsti dall’accordo nazionale, con l’obiettivo di garantire continuità agli investimenti strategici e rafforzare i collegamenti ferroviari con alcuni dei principali poli logistici del Paese.