TRIESTE – Il governo sloveno ha approvato il programma di investimento per il nuovo binario parallelo della linea ferroviaria Capodistria-Divaccia, completando di fatto il progetto di pieno raddoppio ferroviario del collegamento strategico per il porto di Capodistria.

L’investimento previsto per il cosiddetto “terzo binario”, parallelo a quello già in costruzione nell’ambito del progetto del secondo binario, ammonta a 430,2 milioni di euro al netto dell’Iva.

Secondo il governo sloveno, il nuovo intervento rappresenta il tassello finale del grande progetto infrastrutturale ferroviario avviato nel 2019 e destinato a rafforzare la competitività del porto di porto di Capodistria, ridurre il traffico pesante su strada e sostenere la mobilità sostenibile. Con il completamento dell’opera la capacità della linea dovrebbe salire fino a circa 252 treni al giorno, aumentando in modo significativo il potenziale logistico dello scalo, concorrente diretto dei porti dell’alto Adriatico come Trieste e Fiume.

Ad oggi sono già state costruite le tre gallerie più lunghe. Restano da realizzare due viadotti, un ponte e tre gallerie più corte. Fino al completamento del raddoppio dei binari, il traffico ferroviario circolerà sul nuovo binario e sulla vecchia linea del 1967, che a causa del suo deterioramento risulta sempre più inadeguata alle esigenze di traffico.

Contestualmente il governo ha approvato una nuova ricapitalizzazione della società pubblica 2TDK, incaricata della realizzazione del progetto. L’aumento di capitale ammonta complessivamente a 35,14 milioni di euro: 13,39 milioni derivano dal sovrapprezzo autostradale riscosso nel 2025, mentre altri 21,75 milioni costituiscono l’ultima tranche di ricapitalizzazione destinata al nuovo binario parallelo. Dopo la nuova ricapitalizzazione il capitale della società salirà a 533,48 milioni di euro.
Le risorse serviranno a proseguire la progettazione, ottenere i permessi edilizi integrati e preparare l’avvio dei lavori.

La Slovenia ha inoltre confermato di avere escluso l’ipotesi di partecipazione di altri Stati al finanziamento e alla proprietà dell’infrastruttura ferroviaria. Una scelta che, secondo il governo, punta a evitare nel lungo periodo ulteriori oneri finanziari legati a eventuali soci esteri della società 2TDK.