TRIESTE – Il porto di Monfalcone ha accolto un nuovo locomotore messo a disposizione da Adriafer per far fronte all’aumento dei volumi di traffico ferroviario.
La decisione è stata salutata dagli operatori come una risposta urgente a una domanda in forte crescita, che negli ultimi mesi ha messo sotto pressione la capacità di formare convogli.
Secondo diversi addetti ai lavori, il nuovo mezzo è «una manna dal cielo», perché consente di incrementare il numero di treni in partenza dal porto. Tuttavia, il problema non si esaurisce qui: la necessità di un raddoppio della manovra interna, dal fascio di banchina fino alla stazione ferroviaria, resta centrale per garantire continuità e fluidità ai collegamenti intermodali.
Le richieste dei clienti continuano ad aumentare e il rischio, senza ulteriori interventi strutturali, è di non riuscire a tenere il passo con la formazione dei treni. L’arrivo del nuovo locomotore rappresenta quindi un primo passo importante, ma anche un segnale per avviare una pianificazione più ampia delle infrastrutture ferroviarie a servizio dello scalo.
Manca da risolvere anche la questione dei rimorchiatori, con un servizio che, gli stessi operatori, vorrebbero veder rinforzato, sempre per tenere il passo con l’aumento dei volumi.




