TRIESTE – Il trasporto ferroviario intermodale europeo ha chiuso il 2025 con quasi 3,9 milioni di spedizioni, segnando una crescita complessiva dell’1,48% rispetto all’anno precedente.

Le tonnellate lorde trasportate hanno raggiunto 81 milioni, con un aumento del 3,72%, mentre le prestazioni in termini di tonnellate-chilometro sono salite del 2,2%. Sono i dati principali del rapporto annuale “UIRR 2025-26: Time to Combine”, pubblicato dall’Unione internazionale delle società di trasporto combinato strada-rotaia.

Il motore della crescita è il mercato interno francese, salito del 7,1% grazie a nuove infrastrutture e nuovi servizi. Il traffico transfrontaliero ha invece ceduto terreno su scala continentale, con un calo dell’1,13%. La Germania nel corso del 2025 ha visto un taglio di un quinto del proprio volume intermodale complessivo. Un trend negativo che, stando al rapporto, proseguirà nell’anno in corso. La causa è il piano di ristrutturazione e ammodernamento dei corridoi tedeschi, che comporta un aumento dei costi fino al 30% per gli operatori.
Sull’asse Germania-Polonia i volumi si sono dimezzati e oltre, con un crollo del 66%. La direttrice Germania-Ungheria ha perso il 38%. Quella Germania-Italia ha registrato un calo dell’11%, pari a circa 58.000 spedizioni in meno nel giro di un anno.

La situazione riguarda da vicino il Nord Est italiano e il valico alpino: i treni che normalmente transitano dal Brennero vengono reindirizzati attraverso Tarvisio, con 500 chilometri in più e almeno 12 ore di ritardo aggiuntiva per ogni convoglio.
Michail Stahlhut, amministratore delegato di Hupac e presidente UIRR fino al termine del 2025, ha parlato di concreti rischi per la sopravvivenza del modello intermodale e della carenza di percorsi alternativi.