TRIESTE – Il trasporto merci in Europa resta dominato dalla gomma, con il 78% delle merci che viaggiano su strada e solo il 17% su ferrovia. In Italia la quota stradale sale all’88%, mentre quella ferroviaria scende al 12%, confermando la difficoltà nazionale nel raggiungere gli obiettivi di sostenibilità fissati dall’Unione europea.

I dati, elaborati da Connact Mobility su base Eurostat, sono stati presentati nei giorni scorsi a Roma durante l’incontro “L’evoluzione delle politiche UE per i Trasporti”, organizzato in collaborazione con il Parlamento europeo in Italia. L’evento ha riunito istituzioni e imprese per discutere di decarbonizzazione, infrastrutture e transizione energetica nel settore della mobilità.
L’analisi evidenzia una forte differenza tra Europa occidentale ed orientale: in Paesi come Spagna, Francia, Belgio e Italia il trasporto ferroviario resta marginale, mentre in Slovenia, Slovacchia, Polonia e Romania supera il 25%, con punte del 40% nei Paesi baltici. Al contrario, il trasporto su gomma domina nel Sud e nell’Ovest del continente, con Spagna, Grecia e Irlanda vicine al 100%.

Secondo Massimiliano Calamea (Autostrade per l’Italia), la strada continuerà a rappresentare la dorsale dei trasporti europei, ma con un ruolo crescente nella digitalizzazione e nella riduzione delle emissioni.
Il tema della mobilità elettrica è stato al centro del confronto: in Italia circolano oggi oltre 333mila auto elettriche, con 60.870 nuove immatricolazioni nel 2025 (+28% sul 2024). Tuttavia, la quota di mercato nazionale (5,9%) resta molto sotto la media europea (16,1%), mentre Belgio e Paesi Bassi superano il 30%. I punti di ricarica sono 67.561, in aumento di 10mila unità in un anno. «La mobilità elettrica è una leva concreta per la decarbonizzazione» ha osservato Fabio Pressi, Ceo di A2A E-Mobility, annunciando nuovi hub di ricarica rapida e modelli urbani City Plug.

Sul fronte marittimo, Raffaele Latrofa, commissario straordinario dell’Autorità Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, ha illustrato progetti per 80 milioni di euro dedicati a Cold Ironing e produzione di idrogeno verde. Dalla logistica è arrivato un richiamo alla concretezza: «Non siamo contrari alla decarbonizzazione, ma agli obiettivi irrealistici» ha detto Maria Cristina Scarfia di Confetra, chiedendo incentivi più adeguati per la transizione dei trasporti pesanti.
Dal mondo industriale, Davide Cucino (Fincantieri) ha invocato una strategia industriale europea per il settore marittimo, mentre Marco Mannocchi (IP Gruppo api) ha ribadito la necessità di diversificare le tecnologie, puntando su elettrico, idrogeno e biocarburanti.
Aimone di Savoia Aosta (Pirelli) ha chiesto un quadro normativo stabile per favorire investimenti di lungo periodo.