TRIESTE – Numeri in crescita per Trieste Airport, dove il segmento legato al turismo crocieristico fa segnare un incremento annuale del 13%.

Quanto alla performance, lo scalo del Friuli Venezia Giulia si colloca al 2° posto (tra i 450 aeroporti in Europa membri dall’Airport Council International) tra i 5 Top medium airports in Europa per crescita di traffico (+136%) nel primo semestre 2025 rispetto allo stesso periodo dell’anno passato nella classifica stilata dall’ACI Europe.

Il dato è stato accolto con soddisfazione dal Ceo dell’aeroporto del Friuli Venezia Giulia, Marco Consalvo: «Il nostro principale obiettivo è continuare a crescere nel medio e lungo periodo; la traiettoria è buona, siamo determinati a far diventare il nostro scalo un’infrastruttura di rilevanza internazionale».

 «L’aeroporto – ricorda Consalvo ad Adriaports – ha svolto un lavoro di profondità strutturale, intervenendo prima sull’azienda e poi, progressivamente, sullo sviluppo del ntework, che per noi rappresenta il primo obiettivo. Siamo partiti da una ristrutturazione aziendale e abbiamo attuato tutta una serie di investimenti, tra cui quello del collegamento con la linea ferroviaria che abbiamo inaugurato a marzo del 2018 e da allora sta ottenendo dei risultati molto buoni. Grazie ad esso, l’aeroporto si sta trasformando in polo intermodale: non solo trasporto aereo, ma stazione ferroviaria e autostazione».

 «Quanto ai numeri – prosegue l’amministratore delegato di Trieste Airport – nel 2022 abbiamo recuperato il 90% del traffico prepandemia, chiudendo l’anno a 700mila passeggeri contro i 780mila del 2019. Da allora siamo cresciuti tantissimo: nel 2023 abbiamo contato 920mila passeggeri, record storico. Poi l’anno scorso abbiamo chiuso a 1.320.000 viaggiatori. Anche a luglio di quest’anno i passeggeri sono aumentati del 30% rispetto allo stesso mese del 2024 e prevediamo di chiudere il 2025 sopra il milione e 650.000 passeggeri, con un +136% di crescita dal 2022».

 «Nel settore del turismo corcieristico abbiamo ottenuto una crescita del 13% di passeggeri in un segmento non ancora caratterizzato da grandi numeri, ma dal potenziale interessante. I voli charter delle navi bianche che fanno home port a Trieste (Tui, Norwegian Cruise Line e MSC) danno vita a 9 collegamenti (con 7 città tedesche, Londra e Madrid). Un’ulteriore crescita delle presenze di passeggeri crocieristi, che a noi farebbe molto piacere, dovrebbe essere legata però al progetto di una nuova Stazione marittima, in quanto sarebbe impensabile raddoppiare questi numeri con l’attuale configurazione».

Quanto alle prospettive future, l’aeroporto si trova davanti a un percorso non semplice da prevedere, non esistendo un dato storico. «Oggi – riprende Consalvo – è tutto un altro aeroporto rispetto solo a quello di due anni fa: stiamo parlando del doppio del traffico. Sono convinto che cresceremo ancora: esistono infatti molti hub fondamentali che ancora non serviamo, quali Parigi “Charles de Gaulle”, Madrid, Amsterdam, Dubai e Instanbul: contare su questi collegamenti (anche se bisogna fare i conti con le vicine concorrenti Venezia e Lubiana, ndr) ci consentirebbe di compiere un ulteriore balzo in avanti. La sfida è crescere su destinazioni che portino a un significativo incremento della connettività, anche secondaria, su hub internazionali che vantano connessioni con tutto il mondo. Tali destinazioni ci garantirebbero una connettività superiore a quella che già attualmente abbiamo via Francoforte – raggiunta con quattro voli giornalieri – e Roma, collegata con due voli al giorno. Non sarà facile, ma sono moderatamente ottimista: il nostro aeroporto ha ancora una connotazione regionale, ma il raggiungimento di questi obiettivi ci regalerebbe un profilo internazionale, diventeremmo cioè l’aeroporto di un’area più vasta, che comprenderebbe non solo il Friuli Venezia Giulia, ma anche Slovenia, Carinzia e, in parte, Croazia».

Trieste Airport guarda con particolare attenzione anche alla sostenibilità ambientale. Uno dei primi aeroporti in Italia ad aver realizzato un impianto fotovoltaico con batterie che coprono il 70% del fabbisogno energetico.

Il settore Air cargo merita un discoro a parte. «Abbiamo avuto una crescita del tonnellaggio, ma legata soprattutto a operazioni “spot” di Fincantieri o delle acciaierie Danieli. Quello delle merci aeree è un settore che in Italia è concentrato principalmente su Milano Malpensa, che gestisce oltre il 70% del traffico totale con 800.000 tonnellate e che comunque rappresenta solo un terzo dei numeri che fanno registrare Francoforte o Parigi. La DHL che opera a Venezia gestisce il mercato del Trevigiano coprendo anche la regione. Per ottenere una crescita sostanziale – conclude Consalvo – dovremmo immaginare dei collegamenti gestiti esclusivamente da operatori cargo, con voli cioè senza passeggeri a bordo e non con carico solo in stiva, ma il mercato del Friuli Venezia Giulia è estremamente piccolo e pertanto, allo stato attuale, non è attrattivo. Vedremo. Se ci saranno sviluppi sull’e-commerce e altri modelli di business potremmo diventare anche noi dei soggetti interessanti per la logistica e il trasporto merci».