TRIESTE – Gli Stati Uniti hanno sequestrato una petroliera battente bandiera russa collegata ai traffici di greggio venezuelano, dopo settimane di inseguimento in Atlantico. La Russia contesta l’operazione e richiama la libertà di navigazione in alto mare.

La petroliera Marinera, già nota come Bella-1, è stata bloccata dalle forze armate statunitensi con la motivazione di violazioni del regime sanzionatorio imposto a Caracas. Il Comando europeo delle forze armate Usa ha confermato il sequestro, avvenuto mercoledì, spiegando che la nave rientra nei traffici di petrolio sanzionato.

Secondo Washington, la Marinera fa parte della cosiddetta “shadow fleet” utilizzata per trasportare greggio per conto del Venezuela, Russia e Iran aggirando le sanzioni. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha ribadito che il blocco del petrolio venezuelano resta operativo “ovunque nel mondo”. L’operazione è maturata dopo che la nave aveva eluso i controlli della Guardia Costiera statunitense e rifiutato un abbordaggio nei Caraibi, dirigendosi poi verso l’Atlantico. Funzionari americani, citati da Reuters, riferiscono che il sequestro è stato condotto congiuntamente da Guardia Costiera e forze militari.

I media russi hanno diffuso immagini di un elicottero militare Usa durante l’abbordaggio, sostenendo che un primo tentativo di sequestro era già avvenuto in condizioni meteo avverse. Mosca afferma che la nave aveva ricevuto un’autorizzazione temporanea a navigare sotto bandiera russa il 24 dicembre e che i contatti si sono interrotti dopo l’intervento statunitense in alto mare. Il ministero degli Esteri russo richiama la Convenzione Onu sul diritto del mare del 1982, sostenendo che nessuno Stato può usare la forza contro navi regolarmente registrate di un altro Paese in acque internazionali. Secondo Mosca, l’attenzione di Usa e Nato sarebbe “chiaramente sproporzionata” rispetto allo status civile della nave.

I dati di tracciamento indicavano la Marinera in avvicinamento alla zona economica esclusiva islandese prima del sequestro. Fonti citate da Reuters segnalano la presenza, nelle vicinanze, di un sottomarino e di una nave militare russa, senza però episodi di confronto diretto. La petroliera era già stata sanzionata dagli Stati Uniti nel 2024 per presunti traffici illegali di carichi legati a una società collegata a Hezbollah. Il sequestro si inserisce nella linea dura dell’amministrazione di Donald Trump contro il petrolio venezuelano. Dopo la cattura del presidente venezuelano Nicolas Maduro, Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti intendono assumere il controllo operativo del Paese e svilupparne le riserve petrolifere.

Sempre mercoledì, il Dipartimento per la Sicurezza interna Usa ha annunciato il sequestro di una seconda nave, la superpetroliera M Sophia, fermata in acque internazionali vicino ai Caraibi. La nave, battente bandiera panamense e anch’essa sanzionata, avrebbe trasportato greggio venezuelano verso la Cina con il transponder spento, secondo i dati di navigazione.