TRIESTE – Le organizzazioni sindacali Filt Cgil, Fit Cisl e Uitrasporti Fvg chiedono alla Regione Friuli Venezia Giulia di estendere anche ai lavoratori portuali e aeroportuali le misure di protezione previste dall’ordinanza regionale emanata per tutelare i lavoratori esposti al caldo estremo.

Pur esprimendo apprezzamento per il provvedimento della Direzione centrale salute, politiche sociali e disabilità della Regione, che introduce misure urgenti per i settori agricolo, florovivaistico, edile, stradale e delle cave, i sindacati evidenziano come alcune categorie particolarmente esposte siano rimaste escluse.

Nel mirino soprattutto i lavoratori che operano all’aperto negli aeroporti e nei porti. Secondo Filt Cgil, Fit Cisl e Uitrasporti, gli handler aeroportuali impegnati sui piazzali degli scali e gli addetti alle operazioni portuali attivi nelle aree operative e nei terminal affrontano quotidianamente condizioni analoghe a quelle considerate dall’ordinanza, con esposizione prolungata a temperature elevate e forte irraggiamento solare.
Le tre sigle sindacali sottolineano che si tratta di migliaia di lavoratrici e lavoratori, anche in Friuli Venezia Giulia, che svolgono mansioni in ambienti dove il rischio per la salute e la sicurezza aumenta sensibilmente durante i periodi di caldo intenso.

Per questo motivo chiedono un intervento rapido della Regione affinché le misure previste vengano estese anche ai comparti aeroportuale e portuale. Secondo i sindacati, la tutela della salute non può variare in base al settore produttivo, ma deve garantire gli stessi livelli di protezione a tutti i lavoratori esposti alle medesime condizioni di rischio. L’obiettivo è arrivare a una disciplina uniforme che assicuri strumenti di prevenzione e sicurezza adeguati anche nelle attività portuali e aeroportuali, particolarmente esposte agli effetti delle ondate di calore che negli ultimi anni stanno diventando sempre più frequenti e intense.