TRIESTE – Anno di transizione per DFDS, che riorganizza le proprie attività nel settore merci e logistica, annunciando un programma di riduzione dei costi da circa 40 milioni di euro con effetti previsti nel 2026.

Il piano, reso noto insieme alla revisione delle previsioni economiche, comporterà anche circa 400 esuberi, perlopiù tra il personale amministrativo, e un costo straordinario stimato in 13 milioni di euro nel quarto trimestre 2025.
Contestualmente, il Consiglio di amministrazione di DFDS ha avviato il processo di successione del Ceo Torben Carlsen, che resterà in carica fino alla nomina del nuovo amministratore delegato. Alla guida del gruppo dal 2019, Carlsen ha gestito operazioni chiave come l’acquisizione di UN RoRo e l’espansione nel Mediterraneo, rafforzando la rete europea di collegamenti intermodali via mare e terra.

Il Gruppo danese, che a Trieste è protagonista dei collegamenti con navi Ro-Ro lungo l’Autostrada del mare con la Turchia, paga in parte anche la recente battaglia con Grimaldi Group per la concorrenza lungo le stesse rotte.

L’obiettivo di DFDS è ora quello di “accelerare la transizione verso una maggiore efficienza e competitività in un mercato in evoluzione”, ha dichiarato Torben Carlsen, CEO del gruppo. L’EBIT 2025 è stato rivisto al ribasso a tra 80 e 100 milioni di euro, rispetto alle stime precedenti, mentre il free cash flow rettificato è atteso a circa 120 milioni di euro. Il calo riflette in particolare l’incertezza sull’andamento del quarto trimestre per i servizi di traghetti merci e logistica nel Mediterraneo, inclusa la rotta Trieste–Mersin.

Il presidente del gruppo, Claus V. Hemmingsen, ha sottolineato che la successione avviene “per guidare DFDS nella prossima fase della strategia 2030, incentrata sulla creazione di valore a lungo termine e sulla transizione verde”. Con ricavi annui pari a circa 4 miliardi di euro e oltre 16.000 dipendenti, DFDS è uno dei principali operatori logistici e Ro-Ro europei. L’azienda ha confermato che la riorganizzazione non inciderà sull’operatività dei collegamenti merci strategici, ma mira a consolidare le basi per un miglioramento strutturale della redditività nel medio periodo.