TRIESTE – E’ stata disincagliata, dopo quindici mesi dall’incidente, avvenuto il 16 aprile dello scorso anno all’imbocco del Canal d’Arsa a sudovest del porto di Fiume, la Deala, unità da 80 metri dedicata al trasporto bestiame.
I potenti rimorchiatori Moretto e Sveti Marko della Jadranski pomorski servis di Fiume hanno partecipato alla delicata operazione di disincagliamento, gestita all’azienda turca 2E Denizcilik Sanayi Ve Ticaret Anonim Sirketi, assieme al rimorchiatore Horoz. La nave sarà portata in un cantiere in Turchia, dove sarà demolita.
A darne notizia la stessa Jadranski pomorski servis che spiega come “Nonostante le difficoltà causate dalle cattive condizioni dello scafo dovute alla prolungata esposizione della nave incagliata al moto ondoso e alla complessa configurazione del fondale marino, l’operazione sia stata portata a termine con successo in collaborazione con partner internazionali e istituzioni competenti”.
La portabestiame è stata spostata dopo essere stata riportata in stato di galleggiamento e trasferita su un bacino galleggiante, dove sono state avviate le operazioni di scarico della zavorra e la preparazione per il successivo trasporto al cantiere in Turchia per la demolizione. Le operazioni sono riuscita a garantire la massima tutela ambientale, evitando inquinamento dello specchio acqueo, mediante il posizionamento, attorno alla nave, di barriere galleggianti.
«Operazioni come questa non riescono mai al primo tentativo. Tuttavia, si è trattato di un’operazione pianificata in maniera meticolosa, che è stata preparata affrontando le dinamiche e la situazione a terra. Il traino della nave nel bacino galleggiante, un’operazione particolarmente delicata a causa delle enormi forze di stress, lo conferma ed è stato un successo» ha dichiarato il direttore esecutivo della Jadranski pomorski servis, Nedjeljko Kapetanović, aggiungendo il suo ringraziamento a tutti i team e i partner coinvolti «per la loro professionale collaborazione» e concludendo che «l’operazione di recupero della Deala conferma ancora una volta la competenza e la prontezza operativa della Jadranski pomorski servis nelle situazioni marittime più difficili».
A febbraio lo Stato croato aveva deciso di rimuovere la nave a proprie spese, dopo che non era stato possibile contattare né l’armatore né la compagnia ssicurativa.




