TRIESTE – Un nuovo impianto fotovoltaico da 37,16 MWp destinato a fornire energia pulita al porto di Ravenna. È un progetto, sviluppato da Renco, Adriasol e SEP Energia, che sarà realizzato all’interno dell’area industriale dismessa “Ex Sarom”, una superficie di oltre 437mila metri quadri di proprietà dell’Autorità di Sistema Portuale.
L’investimento, del valore complessivo di 30 milioni di euro, è nato nell’ambito di un partenariato pubblico-privato tra Renco e l’Authority di Ravenna. All’interno di questo, 7 milioni sono finanziati tramite fondi Pnrr, destinati alla transizione energetica e allo sviluppo dell’infrastruttura fotovoltaica.
Il nuovo presidente dell’Authority
La notizia è uscita in questi giorni a Ravenna accende i riflettori una volta di più sul porto e la gestione dell’Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico centro settentrionale, che vede un periodo di grandi novità sul fonte dei progetti e della crescita dello scalo. Soltanto poche settimane fa infatti (il 12 novembre), alla guida dell’ente è stato nominato Francesco Benevolo «Una buona notizia. Proseguiremo a lavorare insieme, come già fatto in questi mesi in cui ha ricoperto la carica di Commissario straordinario, per fare sempre più del porto di Ravenna un hub strategico per il Mediterraneo» ha commentato il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale.
Aggiornati i dragaggi: arrivano navi più grandi
E che lo scalo ravennate stia diventando sempre di più uno hub strategico lo dimostrano i vari progetti in corso e i numeri che confermano la crescita dei traffici. Al porto di Ravenna infatti, (la notizia è di queste settimane) potranno approdare navi ancora più grandi, più alte: con una nuova ordinanza infatti la Capitaneria di porto ha aggiornato i “pescaggi” lungo il Canale Candiano e nei bacini portuali, in seguito a lavori di dragaggio. Il provvedimento, frutto del lavoro congiunto tra Autorità marittima, Autorità di sistema portuale e Servizi tecnico-nautici, “rappresenta un primo passo verso un porto più competitivo e moderno” ha sottolineato la Capitaneria. La novità, prosegue, è “un importante passo avanti verso una maggiore ricettività e un incremento della sicurezza degli approdi del porto di Ravenna”. I pescaggi sono stati aumentati in 10 tratti di banchina e in 6 bacini di evoluzione per le navi che ormeggiano lungo il Canale Candiano e che vi effettuano manovre, mentre sono già in programma ulteriori interventi su altri sei tratti.
«Un provvedimento atteso e fondamentale per il futuro del nostro scalo e della sua operatività – ha commentato Alessandro Barattoni, sindaco di Ravenna – . Un segnale concreto che porterà un primo effetto immediato, contribuendo all’incremento di attività dell’intero sistema portuale».
Il potenziamento ferroviario e logistico
Lo stesso Canale Candiano ha subito recentemente dei lavori di potenziamento con dodici binari elettrificati e centralizzati, una nuova linea di trazione elettrica, impianti antincendio e interventi per la tutela ambientale. Questi gli elementi principali del progetto di potenziamento dello scalo merci in Sinistra Candiano, destinato a introdurre un modello di esercizio ferroviario più efficiente e sicuro. La nuova configurazione permetterà di spostare la sosta dei treni che trasportano merci pericolose fuori dall’attuale area urbana dello scalo, migliorando la sicurezza e la gestione complessiva del traffico ferroviario. È il risultato di un percorso condiviso tra Regione Emilia-Romagna, Comune di Ravenna, Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro settentrionale e Rete Ferroviaria Italiana (RFI-Gruppo FS) e si colloca nell’ambito della Zona logistica semplificata, che ha nel porto di Ravenna il suo fulcro strategico e mira a rafforzare la competitività del sistema logistico e produttivo regionale.
«Grazie alla forte collaborazione tra tutte le Istituzioni, prende finalmente avvio l’importante progetto per il potenziamento dello scalo ferroviario in sinistra canale – aveva spiegato a settembre lo stesso Benevolo allora ancora Commissario straordinario – . Un progetto strategico che, con il miglioramento della rete ferroviaria, renderà il porto di Ravenna un hub portuale e logistico ancora più competitivo, nel segno di una reale sostenibilità e di una sempre più efficiente rete intermodale al servizio delle merci e della città».
Le nuove opere nello scalo
Accanto ai binari, il progetto comprende una serie di opere complementari per garantire efficienza e sicurezza: dall’adeguamento della viabilità di servizio, in area privata recintata e a servizio esclusivo dello scalo, alla realizzazione di una nuova rete per lo smaltimento e il trattamento delle acque di dilavamento, con vasca di prima pioggia e impianti di trattamento e sollevamento. Sono previsti anche un nuovo impianto antincendio, l’installazione di torri faro e la costruzione di un fabbricato tecnologico a due piani, di circa 19 per 10 metri, destinato a ospitare gli apparati impiantistici.
I traffici in crescita
Nei primi otto mesi del 2025 lo scalo di Ravenna ha movimentato 17.911.669 tonnellate, in aumento del 6,0% (oltre 1 milione di tonnellate in più) rispetto allo stesso periodo del 2024. Gli sbarchi hanno raggiunto le 15.692.541 tonnellate e gli imbarchi 2.219.128 tonnellate (rispettivamente, +7,3% e -2,4% in confronto ai primi 8 mesi del 2024). Il numero di toccate delle navi è stato di 1.728, in aumento dell’1,2% (21 in più). Le merci secche (rinfuse solide, merci varie e unitizzate), con una movimentazione di 14.176.239 tonnellate, sono aumentate del 3,5% (478 mila tonnellate in più) rispetto allo stesso periodo del 2024. Al Terminal Crociere di Ravenna si sono registrati 58 scali di navi da crociera (contro i 55 scali dello stesso periodo del 2024), per un totale di 187.349 passeggeri (-3,4%), di cui 160.891 in “home port”.
Il 2026 annuncia numeri record per le crociere
Secondo Anna D’Imporzano, general manager di Ravenna Civitas Cruise Port, società controllata da Icon Infrastructure e Royal Caribbean Group che ha in gestione il terminal passeggeri, il 2026 sarà l’anno del record di crocieristi movimentati a Ravenna. La spinta propulsiva dovrebbe arrivare proprio dal nuovo terminal: «Dopo un 2025 che seppure in maniera contenuta ha risentito, come era previsto, della presenza del cantiere per la costruzione della nuova stazione marittima, il 2026 si preannuncia un anno molto positivo per il consolidamento e la crescita del settore crocieristico nel porto di Ravenna» conferma una nota dell’Adsp romagnola.
La nuova stazione marittima
La nuova stazione marittima, che si sviluppa su un’area di circa 5.000 metri quadrati di pianta, composta da due piani, renderà il terminal adatto ad accogliere 2 navi contemporaneamente (circa 7.000 passeggeri). Prevista anche una passerella in quota (lunga 250 mt e larga 6 mt). All’esterno della stazione troveranno spazio anche servizi ausiliari, chioschi per ristorazione, noleggio bici, ufficio turistico, centro multiculturale equipaggio. All’interno dell’edificio spazi per la Capitaneria di Porto, la Polizia di Stato, l’Agenzia delle Dogane e la Guardia di Finanza.
L’entrata in funzione dell’infrastruttura, sostenibile e tecnologicamente all’avanguardia, unitamente ai lavori che interesseranno il terminal e l’area circostante, faranno da corollario all’accoglienza dei 111 scali di navi da crociera al Terminal passeggeri di Porto Corsini (71 in homeport e 40 in transito) previsti per il 2026, corrispondenti a circa 390.000 movimenti passeggeri (383.000 circa in homeport e7.000 circa in transito). Secondo le previsioni il traffico crocieristico nel porto di Ravenna nel 2026 potrebbe quindi registrare un aumento di circa il 58% rispetto al 2025.




