TRIESTE – Il 2025 della nautica italiana si chiude con un quadro differenziato: il segmento dei superyacht mantiene una dinamica positiva, il noleggio registra risultati molto buoni, mentre la produzione fino a 24 metri e le reti di vendita vivono una fase di rallentamento, con i primi segnali di inversione di tendenza per l’anno nautico 2025/26.
È quanto emerge dall’analisi previsionale presentata da Confindustria Nautica in Assemblea annuale, elaborata dall’Ufficio Studi su un campione significativo di aziende associate.
L’indagine, realizzata nella prima settimana di dicembre, fotografa l’andamento dell’anno solare 2025 e il sentiment per l’anno nautico in corso. I dati confermano il quadro già tracciato a settembre con il rapporto “La Nautica in Cifre LOG”: un settore che ha superato la fase di crescita eccezionale post-pandemia e sta entrando in una fase di “normalizzazione”, con risultati molto diversi a seconda di fascia di prodotto e canale.
Nel comparto superyacht, il 2025 viene definito positivo: il 50% delle aziende prevede una crescita del fatturato rispetto al 2024 e il 25% una stabilità. Anche il portafoglio ordini conferma questa tenuta, con la metà dei cantieri che mantiene l’order book sugli stessi livelli di 12 mesi fa e un quarto in aumento. Sul piano internazionale, Boat International anticipa una riduzione del numero totale di ordini mondiali, da 1.138 a 978 unità, ma con la quota italiana che sale di quasi 3 punti percentuali, fino al 53%. L’Italia rafforza così il proprio ruolo di primo costruttore globale nel segmento.
La produzione cantieristica fino ai 24 metri – natanti e imbarcazioni a motore, unità a vela e pneumatiche – mostra invece un quadro più debole. Per l’anno solare 2025, il 54% del campione stima una contrazione del fatturato, con cali compresi fra il -5% e oltre il -30%. Il 23% delle aziende prevede stabilità e un altro 23% crescita, replicando la situazione già osservata nel 2024. Più incoraggianti le aspettative per l’anno nautico 2025/26: il 46% delle imprese prevede una crescita, il 31% stabilità e solo il 23% si attende una nuova flessione del giro d’affari.
Un cambio di scenario simile emerge per le reti di vendita di unità da diporto. Il 2025 si chiude con indicazioni negative per il 62% del campione e in stabilità per il restante 38%. Ma le previsioni per l’anno nautico in corso migliorano in modo sensibile: la quota di operatori che indica prospettive negative scende al 37%, mentre il 50% prevede stabilità e il 13% si aspetta una ripresa dei ricavi. Segnale che le dinamiche commerciali potrebbero accompagnare, con qualche mese di ritardo, la graduale ripartenza della domanda nella piccola e media nautica.
Nel comparto dei motori marini, il 2025 mostra una distribuzione equilibrata: il 25% delle aziende prevede crescita del fatturato, il 25% una flessione e il restante 50% stabilità. Il sentiment sull’anno nautico 2025/26 migliora: le imprese che si attendono una stabilità rimangono il 50%, mentre la quota di chi prevede una crescita sale al 37%. La parte che ipotizza una riduzione del volume d’affari si riduce di conseguenza, segnalando un clima meno penalizzante rispetto a quello registrato nel corso dell’anno solare.
Le aziende di accessori ed equipaggiamenti presentano un quadro molto variegato, in linea con la forte eterogeneità di prodotti e mercati di sbocco (superyacht, piccola nautica, aftersales). Per il 2025, il 40% del campione indica una sostanziale stabilità sul 2024, mentre il restante 60% si divide in modo simmetrico: il 30% prevede una crescita del fatturato fino al +20% e il 30% una riduzione compresa tra il -5% e il -30%. Le stime per l’anno nautico 2025/26 mantengono questa dispersione, ma con un elemento positivo: le risposte che indicano crescita salgono dal 30% al 39%, segno di una fiducia in miglioramento.
Più netta la dinamica per il comparto di locazione e noleggio, che chiude il 2025 con risultati nel complesso soddisfacenti. Il 57% delle imprese segnala una crescita del fatturato, in alcuni casi superiore al +20%; il 14% indica stabilità e il 29% una riduzione, comunque contenuta entro il -10%. Il sentiment per l’anno nautico in corso è molto positivo: il 64% dei rispondenti prevede un’ulteriore crescita dei volumi, il 29% un mantenimento dei livelli attuali e solo il 7% ipotizza una possibile flessione. Il charter si conferma quindi uno dei segmenti più dinamici dell’industria nautica italiana.
Nel complesso, il quadro conferma le indicazioni emerse con “La Nautica in Cifre LOG”: dopo la frenata del 2024 e un 2025 ancora complesso per la produzione sotto i 24 metri e le reti di vendita, i segnali raccolti negli ultimi mesi – a partire dai saloni autunnali, incluso il 65° Salone Nautico di Genova – indicano che i prodromi della ripresa attesa per il biennio 2026/2027 sono già visibili. Nuovi modelli, maggiore attenzione alle nuove richieste degli armatori e la tenuta del segmento superyacht e del charter stanno alimentando una rinnovata fiducia. Le previsioni per l’anno nautico in corso, pur in un contesto internazionale ancora instabile, appaiono quindi incoraggianti per la filiera della nautica italiana.
L’Assemblea dei Soci a Montecitorio e il confronto con le Istituzioni
Il quadro congiunturale presentato da Confindustria Nautica è stato al centro dell’Assemblea annuale dei Soci riunita a Montecitorio, occasione di confronto diretto fra imprese e rappresentanti delle Istituzioni. L’incontro ha confermato la crescente attenzione politica verso la blue economy e il ruolo strategico della nautica da diporto.
Aprendo i lavori, il presidente Piero Formenti ha richiamato il valore industriale del comparto: nel 2024 l’export della nautica da diporto ha superato quello della cantieristica mercantile, segnando un record storico per fatturato e occupazione. Formenti ha auspicato un cambio di paradigma nell’approccio pubblico, chiedendo maggiore coordinamento tra amministrazioni e una reale semplificazione burocratica per rafforzare competitività e internazionalizzazione delle imprese. Il presidente ha anche richiamato l’importanza del DDL Valorizzazione Mare, definito “molto positivo” per l’allineamento dell’Italia agli standard europei.
Le valutazioni dell’Ufficio Studi confermano che i segnali di ripresa osservati nei saloni autunnali, incluso il 65° Salone Nautico Internazionale di Genova, trovano riscontro nei sentiment aziendali. Nuovi modelli, attenzione alle tendenze della domanda e performance solide dei grandi yacht stanno sostenendo un recupero di fiducia, pur in un contesto globale complesso.
Tra gli interventi istituzionali, il prof. Gabriele Natalizia ha offerto una lettura geopolitica legata alle strategie degli Stati Uniti, evidenziando un percorso di lungo periodo orientato all’Indo-Pacifico che impone alle filiere industriali italiane una trasformazione strutturale. Un contesto internazionale, quindi, che richiede apertura commerciale, ma anche rafforzamento della competitività interna: tema ribadito dall’associazione e condiviso con il cluster marittimo e industriale di Confindustria.
Secondo l’Ufficio Studi, la produzione sotto i 24 metri chiuderà il 2025 in contrazione per il 54% delle imprese: un dato che, per Formenti, rende essenziale sostenere la filiera domestica per preservare competitività e occupazione, accanto al rafforzamento dei mercati esteri. Da questo punto di vista, il DDL Valorizzazione Mare rappresenta uno strumento importante per semplificazione e certezza normativa.
Il confronto istituzionale
Nel corso della giornata sono intervenuti rappresentanti del Governo e del Parlamento, tutti concordi sulla necessità di semplificare il quadro normativo e sostenere un settore che ha un impatto diretto sull’economia del Paese.
La vicepresidente del Senato, Licia Ronzulli, ha definito la nautica “una fotografia nitida del talento italiano”, sottolineando l’urgenza di regole chiare per competere sui mercati internazionali e la centralità del charter per l’economia costiera. In linea anche la posizione del Comandante Generale delle Capitanerie di Porto, Ammiraglio Sergio Liardo, che ha rimarcato il ruolo della Guardia Costiera come snodo operativo e amministrativo essenziale per la filiera.
Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, con un videomessaggio, ha ricordato come il settore risenta delle dinamiche globali e delle incognite legate ai dazi americani, assicurando continuità negli strumenti di sostegno alla competitività, tra cui il nuovo piano Transizione 5.0.
Il Viceministro alle Infrastrutture, Edoardo Rixi, ha definito la nautica “un settore in ottima salute”, richiamando però la necessità di ridurre la proliferazione normativa e impegnandosi a sostenere un dialogo diretto con il Ministero dell’Economia per misure dedicate.
Bilancio 2026 e principali risultati dell’Associazione
In chiusura, l’Assemblea dei Soci ha approvato il Bilancio Preventivo 2026. La direttrice generale Marina Stella ha evidenziato una struttura patrimoniale solida, un miglioramento della posizione economico-finanziaria e una crescita della base associativa. Il piano strategico per il 2026 punta a consolidare rappresentanza, servizi e attività progettuali a supporto della filiera.
Sono stati inoltre ricordati i principali risultati raggiunti dall’Associazione nel 2025:
– partnership con America’s Cup Events e iniziative su cultura del mare e sport nautici;
– piano di internazionalizzazione con Ministero degli Esteri e ICE;
– rafforzamento del Salone Nautico Internazionale, in programma dall’1 al 6 ottobre 2026;
– protocolli di collaborazione in ambito Confindustria e con altre associazioni;
– aggiornamenti normativi MIT su patenti, dotazioni di sicurezza e titoli professionali;
– riconoscimento dell’Associazione e di ISYBA come enti formatori per i mediatori del diporto;
– chiarimenti doganali sull’ammissione temporanea e sulle dotazioni estere a bordo.




