TRIESTE – La Guardia di Finanza di Catanzaro ha eseguito ieri nove misure cautelari e sequestri per oltre 47 milioni di euro nell’ambito di un’indagine su un traffico internazionale di droga dal Sudamerica.

Secondo quanto rivelato dai militari del Servizio Centrale I.C.O. e del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro, sarebbe stato fondamentale per delineare l’operatività dell’organizzazione, un sequestro di 100 chilogrammi di cocaina, trovati all’interno di un container al porto di Trieste e partito dal Perù.
Dopo mesi di collaborazione con la D.E.A. (Drug Enforcement Administration) e con l’Esperto per la sicurezza della D.C.S.A. (Direzione Centrale per i Servizi Antidroga) di stanza a Lima (Perù), il 19 settembre 2022, era stato sottoposto a controllo un container contenente caffè.

Gli arresti di ieri sono avvenuti in esecuzione ad un’ordinanza, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della locale Procura della Repubblica: custodia cautelare in carcere nei confronti di nove persone, accusate a vario titolo di aver promosso, diretto, finanziato, organizzato e realizzato un intenso traffico internazionale di sostanze stupefacenti dal Sudamerica.
Contestualmente il G.I.P. ha disposto il sequestro preventivo di oltre 47 milioni di euro, nonché di fabbricati e terreni il cui acquisto non risulta giustificato dai redditi dichiarati dai complici dell’organizzazione, per un valore complessivo di circa 600.000 euro.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica – D.D.A. Catanzaro e sviluppate dal locale Nucleo di polizia economico finanziaria – Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (G.I.C.O.) Catanzaro, hanno consentito di delineare – “nella fase delle indagini preliminari e che necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa” – l’operatività di un’organizzazione criminale dedita al narcotraffico, di matrice ‘ndranghetistica in quanto servente gli interessi della cosca Gallace di Guardavalle, con base nella provincia di Catanzaro, luogo di radicamento della cosca, e con referenti e basi logistiche in diversi luoghi del territorio nazionale (Lazio, Toscana, Sardegna e Lombardia) e all’estero.

In particolare, sono stati acquisiti gravi indizi circa la commissione da parte dell’organizzazione di plurime importazioni di cocaina dal territorio sudamericano, principalmente dal Perù, dalla Colombia e dal Brasile, “Paesi dove dimoravano stabilmente alcuni sodali che curavano il reperimento dello stupefacente e le operazioni logistiche di occultamento dello stesso all’interno di container (tecnica del c.d. “rip-off”) caricati su navi cargo destinate a porti del Nord Europa (prevalentemente Rotterdam, Amburgo e Anversa) e nazionali (Gioia Tauro, Livorno, Civitavecchia, Genova e Trieste), dove pure entravano in azione uomini dell’associazione in grado di organizzare squadre di esfiltratori dall’area portuale” si legge in una nota della Guardia di Finanza.

L’organizzazione criminale al centro delle indagini è accusata di aver importato cocaina anche tramite lo scalo aereo di Francoforte, usando metodi di occultamento sofisticati come il succo di moringa e cartoni della frutta imbevuti di droga provenienti dalla Colombia. Avrebbe inoltre distribuito grandi quantità di hashish in diverse città italiane (Roma, Grosseto, Milano), venduto additivi per trasformare canapa legale in stupefacente e avviato piantagioni di marijuana in Toscana, Lazio e Calabria. Le indagini, supportate dall’analisi di chat criptate, hanno individuato un broker calabrese basato in Germania e un esponente della cosca Gallace come coordinatore delle operazioni. Tra maggio 2020 e marzo 2021 sarebbero stati importati oltre una tonnellata di cocaina e 200 kg di hashish, con 17 sequestri riconducibili al gruppo per un totale di oltre 400 kg di cocaina.