TRIESTE – Nel primo trimestre del 2025 il traffico mondiale di container ha registrato una crescita del 4,2%, confermando la fase di ripresa già iniziata nel 2024, quando i volumi erano saliti del 6% su base annua. A evidenziarlo è la nuova analisi del Centro Studi Fedespedi, che ha pubblicato la decima edizione della relazione annuale sui bilanci delle principali compagnie di navigazione merci a livello globale. Alla base di questo risultato c’è soprattutto l’aumento delle importazioni statunitensi, innescato dalla corsa all’anticipo dei dazi annunciati dall’amministrazione Trump. Secondo il presidente di Fedespedi Alessandro Pitto, questo scenario ha agito “come un catalizzatore per il settore dello shipping, spingendo traffico e profitti”, a conferma della capacità di adattamento delle compagnie alle nuove dinamiche del commercio globale.
L’indagine prende in esame i dati economico-finanziari relativi al 2024 e ai primi tre mesi del 2025 di dieci società leader del settore, tra cui Maersk, Hapag-Lloyd, Evergreen e Cosco. Tutte, ad eccezione di Yang Ming, hanno registrato bilanci in attivo, grazie all’aumento del fatturato, alla ripresa dei noli (+20,4% nel 2024) e a un miglioramento nella puntualità: all’inizio del 2025 il 58,7% delle navi è arrivato in orario, con un ritardo medio sceso a 4,6 giorni.
A fine 2024 le compagnie analizzate disponevano complessivamente di 3.075 navi, pari al 56% della flotta mondiale portacontainer, per una capacità totale di 21,3 milioni di Teu (85,8% del totale globale). La capacità media per nave è stata di 6.716 Teu.
I numeri segnano un deciso cambio di passo rispetto al 2023, anno segnato da stagnazione dei volumi (+0,6% sul 2022) e calo drastico dei ricavi, con riduzioni comprese tra il -36,9% e il -65,2%, a fronte di un crollo dei noli del 50%. I primi segnali di inversione sono arrivati già nei primi tre mesi del 2024, con una crescita del 9,2% dei volumi (43,6 milioni di Teu) trainata dalle esportazioni dell’Estremo Oriente. In quel periodo, anche i noli hanno subito una rapida impennata, complice la crisi nel Mar Rosso e le conseguenti deviazioni delle rotte.
A cambiare sono stati anche gli equilibri tra le alleanze marittime. La nuova Gemini Cooperation (Maersk e Hapag Lloyd) toccherà Genova e Vado Ligure, mentre la Premiere Alliance (One, Yang Ming, HMM) garantirà tre servizi su Genova e uno su La Spezia e Gioia Tauro. MSC, che non pubblica i propri bilanci e quindi non è inclusa nello studio, opererà sei servizi sul Mediterraneo, di cui quattro con scali nei porti italiani: Gioia Tauro (2), Genova (2), La Spezia (1) e Trieste (1).
Nota dello studio
Le società analizzate per i bilanci 2024 e il 1° trimestre 2025 sono: CMA-CGM, Cosco, Evergreen, Hapag-Lloyd, Hyundai MM, Maersk, OOCL, Wan Hai, Yang-Ming, ZIM. MSC, leader di mercato insieme al gruppo Maersk, non è inserita tra le società analizzate in quanto non rende pubblici i propri bilanci. Anche il gruppo francese CMA CGM non è presente per il bilancio consolidato 2024, in quanto non ancora pubblico alla data di pubblicazione del rapporto, sebbene per entrambe vengano evidenziati alcuni dati di capacità e flotta.




