TRIESTE – Dopo 20 anni tornano le navi Ro-Ro nel porto di Fiume. A fare scalo nei giorni scorsi è stata la Ulusoy 5, nave lunga 163,8 metri e larga 23,5 metri, battente bandiera turca, che nel suo “primo viaggio” ha sbarcato circa 400 autoveicoli per Stellantis (Fiat, Peugeot e Citroën), provenienti dalla Spagna e destinati al mercato croato.

A darne notizia con soddisfazione la stessa Luka Rijeka (società di gestione dello scalo): “Siamo orgogliosi di dare il benvenuto a Ulusoy 5 nel suo viaggio inaugurale, la prima nave Ro-Ro (Roll-on/Roll-off) a fare scalo nel porto di Fiume, dedicata al trasporto di veicoli”. Si tratta, come sottolinea la stessa Luka Rijeka, di “una pietra miliare significativa per il porto, aprendo la porta alle future linee Ro-Ro e posizionando saldamente Fiume sulla mappa come attore nella logistica dei veicoli nella regione”.

A breve distanza infatti, è arrivata anche una seconda nave Ro-Ro, la Polaris Princess, unità Car Carrier da 117 metri, costruita nel 1996 e attualmente sotto bandiera delle Marshall Islands, che ha scaricato 667 autovetture.
Come riportano anche diversi media croati, l’ultima settimana di giugno e l’inizio di luglio sono state di rilevante importanza per porto di Fiume che è in crescita e sta lavorando per rafforzare la propria posizione sulla mappa del trasporto merci a livello internazionale.
L’Ulusoy 5 in particolare è giunta dal porto italiano di Gioia Tauro, aprendo un nuovo capitolo per i traffici del porto di Fiume. Luka Rijeka di Fiume è impegnata nelle trattative con Stellantis per proseguire questa cooperazione: in caso di successo delle operazioni di sbarco le automobili potrebbero rappresentare un traffico frequente per il porto di Fiume a partire dall’autunno.

Una volta sbarcati, i veicoli continueranno per ora ad essere portati a destinazione con mezzi su gomma. In futuro si prevede di trasportare il carico dal porto di Fiume anche su rotaia. I dati sul trasporto di veicoli sono ancora più significativi se si considera che nel primo trimestre di quest’anno il traffico di general cargo è diminuito, con un conseguente calo dell’8% del fatturato del porto di Fiume. Il margine EBITDA conseguito nel primo trimestre del 2025 si è attestato al 12,60%, inferiore del 17% rispetto allo stesso periodo del 2024.Ro-Ro al porto di Fiume, dopo venta’anni riprende il traffico.

Questi dati hanno un peso per il porto di Fiume considerato l’effetto moltiplicatore che lo scalo ha sull’economia, soprattutto sull’occupazione. Nel 2023, l’attività portuale ha generato un totale di 5.635 posti di lavoro a livello nazionale di cui 2.550 direttamente correlati, 1.413 legati ad attività indirette e 1.672 creati attraverso l’effetto dei consumi e altri effetti secondari.
Secondo gli esperti della Camera di Commercio Croata, per il porto di Fiume si prevede una crescita “moderata ma costante” del traffico portuale e l’attuazione degli investimenti infrastrutturali già pianificati. In questo scenario, il porto aumenterà la sua capacità e il suo traffico entro il 2040, rafforzando la sua posizione nel commercio internazionale. Gli effetti economici sono significativi: a livello nazionale si registrerà una forte crescita della produzione, del valore aggiunto lordo e dell’occupazione, sia diretta che indiretta.
Il valore totale della produzione legato alla gestione del porto di Fiume passerebbe da circa 0,67 miliardi di euro nel 2025 a circa 2,44 nel 2040. Il valore aggiunto lordo si attesterebbe a circa 940 milioni di euro all’anno. Si prevede la creazione di circa 2.500 nuovi posti di lavoro entro il 2040, una crescita superiore al 40%.