TRIESTE – Fiume si conferma il principale hub container della Croazia e punta a superare 1,6 milioni di Teu grazie al nuovo terminal Rijeka Gateway, progetto da 400 milioni di euro destinato a rafforzare il ruolo dello scalo nei traffici tra Asia ed Europa centro-orientale.

È uno dei principali elementi emersi dal rapporto “L’economia blu della Croazia. Porti e trasporti marittimi come motori chiave della crescita”, presentato a Abbazia (Opatija) da PBZ, banca del Gruppo Intesa Sanpaolo, e SRM (Centro Studi, collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo). Lo studio evidenzia come la Blue Economy croata rappresenti oggi oltre il 7% del valore aggiunto nazionale, la quota più elevata dell’Unione europea, con un contributo di 4,1 miliardi di euro e circa 151 mila occupati.

Secondo l’analisi, la Croazia sta consolidando il proprio ruolo di piattaforma logistica, marittima ed energetica dell’Adriatico grazie alla posizione strategica lungo i corridoi europei TEN-T. Il Paese è attraversato dal Corridoio Mediterraneo, che collega Fiume a Budapest attraverso Lubiana e Zagabria, e dal Corridoio Reno-Danubio. Sul fronte dei traffici, il commercio marittimo extra-Ue è cresciuto da 2,8 miliardi di euro nel 2015 a 3,8 miliardi nel 2025, rappresentando oggi il 19% degli scambi extraeuropei croati.
Particolare attenzione viene riservata alla crescente integrazione tra i porti di Fiume, Trieste e Capodistria, destinati a formare una piattaforma adriatica con una capacità complessiva superiore a 5,6 milioni di Teu.

In questo scenario, Fiume sta registrando una forte crescita: nel 2025 ha movimentato 13,77 milioni di tonnellate di merci, in aumento dell’8,3% rispetto all’anno precedente. I container rappresentano il 34% dei volumi complessivi, mentre il 73% delle merci è costituito da traffici in importazione.
Accanto al terminal Rijeka Gateway, sviluppato dalla joint venture tra APM Terminals (Gruppo Maersk) ed ENNA Group, è prevista la realizzazione della nuova linea ferroviaria Fiume-Zagabria, un’infrastruttura a doppio binario lunga 170 chilometri con investimenti stimati in 2,5 miliardi di euro e completamento previsto tra il 2032 e il 2036.

Lo studio evidenzia inoltre il ruolo crescente dei porti di Ploče e Spalato. Ploče punta ad aumentare la capacità container da 60mila a 500mila Teu, mentre Spalato, principale porto passeggeri del Paese, prevede nuovi terminal Ro-Ro, infrastrutture per le crociere e collegamenti più efficienti con l’aeroporto. Un altro pilastro della crescita è rappresentato dall’energia. Le rinfuse liquide costituiscono il 49% del traffico marittimo nazionale e la Croazia si inserisce sempre più nel corridoio energetico adriatico grazie al terminal Gnl di Krk (isola di Veglia) e alle connessioni con le principali infrastrutture energetiche del Mediterraneo.

Sul fronte dell’innovazione, il programma Italia-Croazia 2021-2027 ha destinato circa 25 milioni di euro a sette progetti dedicati a smart port, cybersecurity e digitalizzazione della logistica, mentre l’intero ecosistema marittimo digitale mobilita investimenti superiori a 60 milioni di euro.
Secondo SRM, nonostante alcune criticità legate alla disponibilità di spazi portuali, alla carenza di personale qualificato e alle procedure amministrative, la combinazione di investimenti infrastrutturali, transizione energetica e crescita dei traffici container rafforza la prospettiva di una Croazia sempre più centrale nelle catene logistiche del Mediterraneo e dell’Europa centro-orientale.