TRIESTE – In Italia la logistica assorbe in media quasi un decimo del fatturato aziendale, con il trasporto che rappresenta la principale voce di costo e di inefficienza.

A oltre vent’anni dall’ultima rilevazione ufficiale della Confetra, la LIUC – Università Cattaneo ha presentato il Logistics Cost Monitor (LCM), uno strumento sviluppato per misurare l’incidenza dei costi logistici sulle imprese italiane. Lo studio evidenzia che trasporto, magazzino e attività amministrative assorbono mediamente il 9,9% del fatturato aziendale, con valori che scendono al 9,5% nel manifatturiero e salgono al 10,5% nel commercio.

In termini pratici, un’azienda che realizza un milione di euro di ricavi spende mediamente circa 100.000 euro per la logistica. Di questi, 45.000 euro sono destinati al trasporto, confermando il ruolo centrale di questa componente nei costi complessivi della supply chain.
La ricerca è stata presentata durante il convegno organizzato dal Centro sulla Logistica e la Supply Chain (i-LOG) della LIUC in collaborazione con Columbus Logistics. All’incontro hanno partecipato responsabili logistici di aziende come Ikea, Pirelli, Ferrero, Lucart, Vaillant e Bticino.

L’indagine, che ha coinvolto oltre 400 imprese, mostra come quasi la metà dei costi logistici sia legata ai trasporti, che incidono per il 46% del totale in tutti i principali comparti industriali, dal metalmeccanico al farmaceutico, dall’automotive all’agroalimentare. Un ulteriore 40% dei costi è attribuibile ai magazzini, considerando spazi, personale e oneri finanziari derivanti dalla gestione delle scorte.

Lo studio evidenzia inoltre una forte differenza tra piccole e grandi imprese. Nelle PMI l’incidenza dei costi logistici supera l’11% del fatturato, penalizzata dai costi fissi e da volumi di spedizione che spesso non consentono di utilizzare trasporti a carico completo, più efficienti sotto il profilo economico. Le grandi aziende, invece, riescono a contenere l’incidenza al 9,4%, sfruttando economie di scala e una gestione più strutturata dei servizi logistici in outsourcing.

Tra le principali leve individuate per ridurre l’impatto dei costi figurano la saturazione dei carichi, la revisione dei contratti di trasporto, la digitalizzazione dei processi amministrativi, la riorganizzazione dei network logistici e la formazione del personale. Un aspetto particolarmente rilevante riguarda la crescente difficoltà nel contenere le tariffe dell’autotrasporto a causa della persistente carenza di autisti.
Le prospettive per il futuro restano improntate alla cautela. L’82% delle aziende coinvolte nella ricerca prevede infatti un ulteriore aumento dei costi logistici, alimentato dall’incremento dei prezzi del carburante, della manodopera e dagli investimenti necessari per adeguare magazzini e infrastrutture ai nuovi standard di sicurezza e sostenibilità.