TRIESTE – Nel pieno di una fase espansiva per traffici e cantieri, il porto di Monfalcone si scontra con l’assenza di una governance stabile dell’Authtority: torna al centro del dibattito anche la richiesta di un direttore a tempo pieno.

A ribadire la necessità di un presidio operativo stabile è l’europarlamentare Anna Maria Cisint, delegata all’Economia del Mare per il Comune di Monfalcone. Durante l’ultima riunione dell’Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico Orientale, Cisint ha denunciato l’urgenza di una figura dirigenziale presente quotidianamente, in grado di seguire direttamente le attività del porto. Il continuo aumento dei traffici e la crescente complessità delle operazioni – ha sottolineato – richiedono un coordinamento costante, con capacità decisionale in loco e relazioni quotidiane con gli operatori.

Lo scalo è in piena trasformazione: sono in corso investimenti per quasi 40 milioni di euro tra nuova infrastruttura ferroviaria, elettrificazione delle banchine e potenziamento della rete, ai quali si aggiungono fondi PNRR per il cold ironing e misure di efficientamento energetico. Ma senza una direzione stabile, secondo Cisint, rischiano di mancare sia la spinta finale sia la necessaria integrazione tra escavo, banchine e collegamenti terrestri.

Tra le urgenze indicate, anche la piena operatività della darsena dei servizi, il rafforzamento dei controlli in orari più estesi e la revisione delle regole per il servizio di rimorchio. Proprio i rimorchiatori hanno subito un ridimensionamento come orario di servizio, ma in prospettiva la richiesta è quella di un’operatività h24. In parallelo, gli operatori chiedono supporto per reperire nuova manodopera e valorizzare le opportunità occupazionali per i giovani del territorio.

La nutrita lista di lavori in programma al porto di Monfalcone: