TRIESTE – Il Varco IV del porto di Trieste è stato ancora una volta preso come luogo per la protesta. Quella di oggi era indirizzata, su chiamata allo sciopero da parte del sindacato Usb, per attirare l’attenzione e manifestare contro ciò che sta accadendo a Gaza per mano dello Stato di Israele.
In tarda mattinata, circa un migliaio di manifestato, quasi il triplo secondo gli organizzatori, erano presenti ai gate principali che danno accesso allo scalo. L’attività all’interno dei terminal si è comunque svolta più o meno regolarmente, mentre dal Varco IV è partito un corteo diretto al centro della città.
Lungo il percorso sono stati segnalati tafferugli, con alcuni manifestanti che hanno accusato la Polizia di aver caricato senza motivo.
Migliaia di persone hanno poi sfilato in varie zone del centro di Trieste, causando non pochi disagi al traffico.

L’iniziativa, ha spiegato l’Usb di Trieste in una nota, “nasce dall’appello dei portuali di Genova, che hanno già dimostrato la forza e la dignità di chi rifiuta di essere complice di guerre e massacri”.
Durante la mattinata, c’è stato anche un tentativo di entrare in porto, ma l’accesso è stato presidiato dalle forze dell’ordine che non hanno permesso lo “sconfinamento” della dimostrazione. In serata, invece, parte degli aderenti alla dimostrazione è tornata al Varco IV del porto, ragion per cui, si è deciso di fare transitare i camion attraverso il gate di Riva Traiana.

Più complessa la situazione a Porto Marghera, dove un corteo ProPal è stato fermato dalla Polizia con gli idranti.
Dalle 11 alle 16.30, quasi 7000 persone (il corteo ne contava almeno il doppio) hanno manifestato davanti varco commerciale, fermando di fatto gli ingressi e le uscite dallo scalo gestito dall’Autorità portuale di Venezia.
“Dallo scalo veneto – questa l’accusa dei manifestati – partono le armi per Israele”.