TRIESTE – Non ci saranno limitazioni al traffico e alle manovre interne dei convogli ferroviari nell’area del Magazzino 57 del Porto nuovo di Trieste, dove nella giornata di giovedì scorso durante i lavori di rinnovo del parco ferroviario è stata rinvenuta una bomba inesplosa risalente alla Seconda guerra mondiale.

L’ordigno bellico – come riferito ad Adriaports dai tecnici di Adriafer (società che si occupa della manovra ferroviaria) – si trova infatti nell’area di cantiere dove già si stavano eseguendo dei lavori. L’attività proseguirà quindi in maniera regolare, pur prestando particolare attenzione alle manovre da eseguire nei pressi dell’area perimetrata, in attesa della rimozione e del successivo brillamento da parte degli artificieri della Brigata “Pozzuolo del Friuli”., dell’Esercito italiano.

La data non è ancora stata fissata, ma a quanto si apprende, le operazioni potrebbero avere luogo tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre e con ogni probabilità sarebbero concentrate nel fine settimana, così da ridurre al minimo i disagi legati a eventuali chiusure viarie o evacuazioni di edifici presenti nel perimento.
Dopo le verifiche tecniche da parte del Terzo Reggimento Genio Guastatori di Udine, l’area del ritrovamento era stata messa in sicurezza con l’intervento di Vigili del Fuoco, personale dell’Autorità di sistema portuale, Capitaneria di Porto, Guardia di Finanza e Polizia marittima.

La pianificazione delle attività di distruzione è in capo alla Prefettura di Trieste, immediatamente informata del ritrovamento. In attesa del brillamento, il residuato bellico resta nella disponibilità della Polizia marittima.

Una volta decisa la data, gli artificieri provvederanno a disinnescare l’ordigno asportando le spolette d’innesco, dopodiché la bomba verrà spostata in un luogo sicuro e quindi fatta brillare. Si tratta di un ordigno d’aereo statunitense del peso di 500 libbre (circa 226 chili): uno dei tanti piovuti e rimasti dormienti in seguito ai pesanti bombardamenti da parte degli Alleati, avvenuti tra il 1944 e il 1945, e che avevano avuto per bersaglio quell’area, in quanto densa di infrastrutture.

Per questo motivo, all’avvio degli interventi che prevedevano scavi, nell’ipotesi che si potessero rinvenire bombe inesplose, era stata prevista una particolare procedura: ogni operazione infatti, viene debitamente preceduta da un’attività di bonifica bellica.