TRIESTE – La portaerei Giuseppe Garibaldi lascia la Marina italiana per approdare in Indonesia.
L’accordo di vendita, dal valore di 450 milioni di dollari, è stato annunciato a Giacarta durante l’Indodefence 2025 e prevede un ampio refitting a cura di Fincantieri. Secondo il gruppo cantieristico, la nave ha ancora 15-20 anni di potenziale vita operativa.
Il progetto indonesiano prevede la riconversione della storica unità in una piattaforma dedicata a droni e veicoli senza pilota, con l’integrazione di 60 Bayraktar TB3 di produzione turca. Sarà adottata anche una configurazione con doppia isola di comando per migliorare le operazioni di volo. Attualmente la Garibaldi può imbarcare fino a 18 aeromobili e dispone di un hangar lungo 110 metri suddiviso in tre sezioni.
Le trattative sono state condotte tra Fincantieri e Republikorp, la holding indonesiana della difesa. A fine agosto, il ministro Rachmat Pambudy aveva autorizzato prestiti esteri per l’acquisto, cui si aggiungono fondi destinati a elicotteri da trasporto e multiruolo. Con questa operazione, l’Indonesia – già cliente di primo piano per l’industria italiana con commesse superiori a 1,6 miliardi di dollari – diventa il secondo Paese del Sudest asiatico, dopo la Thailandia, a disporre di una portaerei.
Consegnata alla Marina il 30 settembre 1985 e costruita da Fincantieri a Monfalcone, la Garibaldi fu classificata come incrociatore portaeromobili per rispettare la legge del 1923 che vietava portaerei alla flotta italiana. Con un dislocamento di 13.370 tonnellate, è stata ammiraglia dal 1987 al 2011, partecipando a missioni dalla Somalia all’operazione Enduring Freedom.




