TRIESTE – Un centinaio di manifestanti si sono radunati dalle 6 di questa mattina al Varco 4 del Porto di Trieste per contestare l’arrivo della nave MSC Melani III, proveniente da Ashdod e diretta a Haifa con scali intermedi a Ravenna e Venezia. L’iniziativa è stata organizzata da Usb Trieste, che ha proclamato uno sciopero per il primo turno di lavoratori in entrata.

Secondo il sindacato di base, la nave sarebbe legata al traffico di armi. «Non sappiamo quale sia il carico, ma è evidente che questa unità è parte del commercio bellico da e per Israele – ha dichiarato Sasha Colautti di Usb –. È necessario un segnale forte e l’apertura di un confronto con istituzioni e Autorità portuale». La richiesta è rivolta anche al Governo, sollecitato a interrompere le relazioni commerciali con Israele e a sanzionare lo Stato mediorientale. Il presidio, che negli scorsi giorni aveva già portato a una mobilitazione cittadina con corteo nel centro di Trieste, si è concluso alle 9, senza ripercussioni per i flussi in entrata e in uscita dallo scalo giuliano.

Sulla vicenda è intervenuta anche la Filt Cgil del Friuli Venezia Giulia, che con una nota ha chiesto «piena trasparenza sui traffici di armi nei porti regionali», richiamando il diritto all’obiezione di coscienza e il dovere delle istituzioni di garantire chiarezza. Il sindacato ha invocato l’applicazione delle leggi italiane in materia di commercio bellico (185/1990 e 84/1994) e ha annunciato la disponibilità a mobilitazioni più ampie, con il coinvolgimento di lavoratori e società civile, «per fermare ogni atto lesivo della coscienza dei cittadini e dell’onore di un Paese che ripudia la guerra».