TRIESTE – Nuova lettera di messa in mora inviata nei giorni scorsi dalla Commissione europea al governo italiano in merito alla gestione del rinnovo per la concessione dell’Autostrada del Brennero. Il presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, interviene per difendere la legittimità della procedura in corso.
Torna a infiammarsi il caso della concessione della A22 del Brennero.
Secondo Bruxelles, gli attuali meccanismi di rinnovo delle concessioni autostradali – in particolare la finanza di progetto e il diritto di prelazione – lascerebbero troppa discrezionalità alle amministrazioni, violando i principi di trasparenza e parità di trattamento. Il riferimento diretto è alla gara per la A22 Modena–Brennero, scaduta da anni e oggi gestita in regime provvisorio da Autobrennero Spa, società partecipata per oltre l’80% da enti pubblici di Trentino e Alto Adige.
Kompatscher, interpellato sull’argomento, ha però precisato che la procedura «è stata avviata prima della recente revisione del codice degli appalti» e si basa su una normativa speciale «sempre ritenuta conforme al diritto comunitario». Il governatore ha sottolineato che il diritto di prelazione contestato da Bruxelles «non riguarda il concessionario uscente, ma il proponente del progetto», figura diversa e già prevista dalla normativa europea.
Il presidente della Provincia autonoma ha poi criticato le richieste di annullamento della gara avanzate in Consiglio: «È sorprendente che, mentre la procedura è in corso, si chieda al Ministero di fermarla. Il Consiglio dovrebbe semmai esprimere un sostegno unanime al proseguimento della gara con il diritto di prelazione previsto, che è del tutto legittimo». Il bando per la nuova concessione, pubblicato a fine 2024 e già sospeso fino al 30 novembre in attesa di una sentenza della Corte di Giustizia Ue su un caso analogo, prevede investimenti per circa 9 miliardi di euro in regime di finanza di progetto. Senza la possibilità di esercitare la prelazione, Autobrennero rischierebbe però di trovarsi in svantaggio rispetto ai grandi operatori privati europei, tra cui A4 Holding (Abertis–Mundys) e i gruppi Gavio e Fininc, tutti potenzialmente interessati all’asse tra Modena e il Brennero.
Bruxelles ha ora concesso due mesi all’Italia per fornire chiarimenti e modificare le regole di gara. In caso contrario, la procedura d’infrazione potrebbe arrivare fino alla Corte di Giustizia, con il rischio di nuove sanzioni e un ulteriore rinvio per la concessione più delicata del Nord Italia.




