VENEZIA – Il porto di Venezia ha definito il suo futuro. Il concorso di idee avviato dall’Autorità di sistema portuale del mar Adriatico settentrionale è giunto alla conclusione.
Proprio per voce dell’Authority «è stata individuata la proposta ideativa per l’elaborazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica» per quanto riguarda i «punti di attracco fuori dalle acque protette della laguna di Venezia». Tradotto: il porto off-shore.
Ora la procedura partirà dalla comprensione di chi si sia stato scelto, visto che per adesso si tratta solo di un codice alfanumerico a cui nemmeno l’autorità stessa sapeva a chi fosse riconducibile, anche se è probabile che nei prossimi giorni emerga il nome del vincitore del concorso.
Si entrerà poi nella cosiddetta seconda fase, cioè quella in cui si darà vita all’«elaborazione di proposte ideative e di progetti di fattibilità tecnica ed economica relativi alla realizzazione e gestione di punti di attracco fuori dalle acque protette della laguna di Venezia, ai sensi del D.L. 1° aprile 2021 n. 45, convertito in legge il 17 maggio 2021 n. 75».
La commissione ha ritenuto valida una sola proposta ideativa, che avrà nove mesi di tempo per esser sviluppata con un progetto corredato da valutazioni di fattibilità tecnica ed economica. La valutazione finale è stabilita per ottobre 2026. Insomma, la strada è tracciata, ma si dovrà attendere circa un anno per capire quale sarà effettivamente.
Non si è fatto attendere il commento di Venice port community (il consorzio che riunisce gli operatori del porto) che attraverso il presidente Davide Calderan ha commentato: «È sicuramente un’ottima notizia per il futuro del porto. Siamo consapevoli che ci sono scogli da superare, come la rottura di carico e i costi di gestione, ma si tratta di una prospettiva che non può che far piacere alla comunità portuale unita. Questo significa avere a cuore il futuro del porto di Venezia, guardando al domani con lungimiranza e, auspichiamo, consentendo alla nostra economia di avere un orizzonte a cui guardare con la consapevolezza che non saremo lasciati soli».
Calderan ha poi proseguito evidenziando che serve però mantenere alta l’attenzione sul porto di oggi: «Guardare al futuro è sicuramente necessario, ma è altrettanto urgente programmare per “passi” anche l’immediato domani. Non possiamo infatti immaginare di arrivare al completamento di un’opera a cinque, dieci, quindici anni, il tempo che sarà necessario, senza guardare al futuro più vicino a noi. È necessario quanto prima che il prossimo presidente del porto sia messo nelle condizioni di avviare gli investimenti per quel che riguarda l’isola delle “Trezze”, la manutenzione del canale che collega Malamocco e Marghera, la manutenzione del canale Vittorio Emanuele che possa così garantire operatività alla Marittima, uno dei fiori all’occhiello a livello mondiale per la gestione delle navi e garantire l’operatività del canale nord».
Da ultimo, Calderan ha concluso: «Faccio presente che Venezia, prima del decreto che ha azzerato la croceristica, era il quinto porto al mondo e i primi quattro erano posizionati tutti nei Caraibi».




