TRIESTE – Marco Consalvo, candidato alla presidenza dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico orientale, ha illustrato oggi alla Commissione Trasporti della Camera la sua visione per il futuro del porto di Trieste.
Dopo un breve richiamo al ruolo nazionale ed europeo dello scalo – primo in Italia per tonnellaggio movimentato e dotato di una rete ferroviaria di prim’ordine – Consalvo ha posto l’accento sulla necessità di rendere il sistema portuale competitivo rispetto ai grandi hub del Nord Europa.
«Il presidente di un’autorità portuale non deve solo gestire banchine e concessioni, ma creare le condizioni per lo sviluppo di un sistema complesso», ha dichiarato, sottolineando l’importanza della posizione geografica del Nord Adriatico come cerniera naturale tra Mediterraneo, Europa centrale e Balcani.
Consalvo ha indicato come priorità lo sblocco degli investimenti già previsti: «Ci sono finanziamenti fermi da un anno. L’obiettivo è accelerare la realizzazione dei progetti del PNRR, che assegna al porto di Trieste 406 milioni di euro, più 10 milioni per gli accessi ferroviari».
Tra i dossier più strategici, il candidato ha citato il Molo Ottavo, il cui sviluppo «triplicherebbe la capacità del porto». Il progetto prevede un investimento di 316 milioni di euro, con partenariato pubblico-privato che coinvolge anche il porto di Amburgo: «Serve un forte coordinamento con MIT (ministro Trasporti e Infrastrutture, ndr), MEF (ministero Economia e Finanza, ndr) e Ministero dell’Ambiente per dare slancio a quest’opera» ha aggiunto.
Altro punto cardine del suo intervento è stato il rilancio del Porto Franco, che Consalvo considera «una grande opportunità non ancora pienamente sfruttata». Ha sottolineato la necessità di verifiche normative per ampliare le potenzialità dello strumento, valorizzandolo «anche in prospettiva del corridoio Indo-Mediterraneo (IMEC)”». Secondo Consalvo, l’integrazione tra i vantaggi fiscali del Porto Franco e i nuovi flussi commerciali tra India, penisola arabica, Suez e Mediterraneo potrebbe rafforzare il ruolo di Trieste come snodo strategico per la logistica europea.
Nella sua audizione, ha inoltre richiamato l’importanza della sostenibilità, della transizione energetica e dell’elettrificazione delle banchine, sottolineando la necessità di un dialogo costante con tutti gli stakeholder di Trieste e Monfalcone. «Solo una strategia condivisa può garantire fiducia, trasparenza e crescita» ha concluso.




