VENEZIA – Nei primi dieci mesi dell’anno, gli ispettori del Port State Control della Guardia costiera di Venezia hanno effettuato 115 ispezioni su navi straniere in transito nel porto lagunare, disponendo il fermo di 18 unità per gravi violazioni delle convenzioni internazionali sulla sicurezza marittima.
Si tratta di un numero rilevante, che conferma Venezia tra i porti italiani più attivi e rigorosi nei controlli. Le verifiche, condotte da personale altamente specializzato, riguardano non solo gli aspetti tecnici – impianti antincendio, sistemi di navigazione, dotazioni di bordo e macchinari – ma anche la qualità della vita e del lavoro degli equipaggi.
Negli ultimi mesi sono stati cinque i casi più eclatanti: navi da carico battenti bandiere inserite nella “black list” dell’Agenzia Europea per la Sicurezza Marittima (EMSA) fermate a Porto Marghera. Gli ispettori hanno riscontrato carenze strutturali, impianti non funzionanti, dotazioni insufficienti e condizioni di vita a bordo giudicate degradanti. In diversi casi sono emerse irregolarità nei contratti, nei salari e nella composizione dell’equipaggio, tanto da richiedere l’intervento dell’International Transport Federation (ITF), l’organismo sindacale che tutela i diritti dei marittimi.
Le navi sono state poste in regime di detenzione fino alla completa eliminazione delle irregolarità, con la partecipazione di rappresentanti della bandiera, enti di certificazione e ispettori tecnici incaricati di verificare gli interventi correttivi.
Il Port State Control è lo strumento con cui la Guardia Costiera verifica che le navi in arrivo nei porti italiani rispettino le norme su sicurezza, tutela ambientale e diritti dei lavoratori del mare. Le ispezioni coprono tutti gli aspetti critici: dallo stato delle strutture e dei sistemi di bordo alle misure antincendio, dalla gestione dei rifiuti al rispetto dei turni di riposo. Se le carenze risultano gravi, la nave viene fermata fino alla completa messa in regola.




