VENEZIA – Presidente da pochi giorni, Matteo Gasparato, al vertice dell’Autorità portuale veneziana, racconta di aver messo da quattro mesi la testa e il proprio impegno sullo scalo lagunare: «Non ho mai smesso di lavorare dal primo giorno su tutte le tematiche, su tutti i fascicoli che ho trovato, mi ha fatto molto piacere avere la visita del viceministro proprio a due giorni dalla nomina, è un segno di attenzione credo del Governo nei confronti di Venezia».

Gasparato ha elencato l’agenda, partendo dai dragaggi: «Il Vittorio Emanuele e Malamocco. Le norme prevedono che vada fatta una nuova isola, chiamiamola delle “Trezze”, per poter portare tutti i sedimenti di questi progetti. Sono convintissimo che riusciremo ad accelerare, sulla nuova isola delle “Trezze” siamo quasi in prossimità di un provvedimento spero, perché non dipende da noi». Mentre, per quel che riguarda gli altri progetti: «Rivedere il Piano regolatore portuale e riparlare del waterfront, ma sono secondari». Parimenti la visione sull’offshore: «La mia priorità è portare a termine in tempi rapidi i progetti di cui ho parlato. Questo è un progetto a lungo, con una prospettiva più lunga. È chiaro che io non ho assolutamente mai detto che non mi interessa questo progetto. Non è vero, lo porterò avanti come tutti gli altri, però è chiaro che ha delle tempistiche diverse. Intanto i canali vanno dragati e io sono intenzionato a fare in modo che tutte le crociere non scappino da Venezia».
Per quanto riguarda proprio le crociere, Gasparato ha dichiarato: «Venezia è comunque l’hub più importante dell’Adriatico. Se non riparte su questo tema, avrà difficoltà tutto l’Adriatico e quindi sono assolutamente intenzionato a spingere su questo con l’acceleratore».

Nel corso del dibattito avvenuto con la comunità portuale, il presidente ha chiarito anche il tema del porto regolato: «Nella nuova riforma delle Autorità portuali, Venezia avrà un occhio di attenzione, sarà considerato porto regolato, quindi avrà una normativa particolare che merita perché è una laguna e perché c’è il Mose». A questo, ha aggiunto: «Sulla riforma la spiegazione che ci è stata data è molto interessante e soddisfacente. Il viceministro ha detto che sono anche bozze di un documento che dovrà essere ancora discusso in Consiglio dei ministri e dopo con tutte le parti interessate». Ci sarà, quindi, «un capitolo speciale per Venezia facendo il porto regolato».

Inevitabile una battuta sul Segretario generale, su cui ancora non c’è un accordo: «prenderò indicazioni, se ci saranno. Però ho intenzione anche ovviamente di valutare con attenzione perché il segretario è la figura di più stretto contatto con il presidente e sono due figure che devono andare profondamente in sintonia. Io ho le mie idee, però, è chiaro, sono qui per meriti professionali, ma anche per scelta politica e quindi chiaramente non mi nascondo sul fatto che se dovessero esserci degli indirizzi li ascolterò, ma alla fine valuterò io, perché la legge attuale prevede che il presidente faccia una proposta e il Comitato voti. Io sono qui per meriti professionali ma anche il vento in poppa politico, insomma, diciamo che il Governo c’è dietro».

«L’incontro voluto dal viceministro Rixi e dal presidente Gasparato si è dimostrato molto produttivo e di buon auspicio. Siamo ovviamente molto contenti di aver potuto esprimere le nostre istanze direttamente, avviando un dialogo produttivo che ponga le esigenza dell’economia veneziana al centro dell’attenzione. Venice port community rappresenta la linfa vitale per l’unica alternativa al turismo e non può esser abbandonata a sé stessa» così il presidente di VPC, Davide Calderan.