TRIESTE – Le principali associazioni delle imprese portuali scenderanno in piazza insieme ai sindacati per chiedere l’attuazione del Fondo per il prepensionamento dei portuali, previsto da anni ma mai reso operativo.
Le quattro sigle che rappresentano le aziende – Ancip, Assiterminal, Assologistica e Uniport – parteciperanno con una delegazione alla manifestazione convocata per domani 1 dicembre a Roma da Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti. Un passo insolito per le associazioni datoriali, che scelgono di affiancare i sindacati su un tema considerato strategico per il settore.
Il Fondo per il prepensionamento è previsto da una norma concordata tra le parti e inserita nel precedente rinnovo del contratto nazionale, in vigore dal 2021 ma rimasta senza attuazione. Per le associazioni si tratta di uno strumento necessario per gestire il ricambio generazionale in un comparto che sta vivendo una trasformazione profonda, con nuovi profili professionali e attività che richiedono competenze diverse.
Secondo le imprese, alcune mansioni portuali non possono essere svolte fino al raggiungimento dei requisiti pensionistici, per ragioni legate alla natura del lavoro. Da qui la richiesta condivisa con i sindacati di rendere operativo il Fondo, ritenuto utile anche a garantire una transizione ordinata nell’organizzazione del lavoro.
Le associazioni ricordano che la scelta di manifestare insieme ai sindacati non cancella le divergenze aperte su altri temi, come il contenzioso sulle indennità ferie. Su questi aspetti, le posizioni restano distanti. Ma ribadiscono che, quando gli interessi coincidono e sono espressi in modo trasparente, è possibile agire insieme nel rispetto delle relazioni industriali.




