TRIESTE – Le aveva già preannunciate durante le audizioni parlamentari, ma ieri Marco Consalvo, nuovo presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico orientale, ha ribadito con chiarezza le linee d’azione per il suo mandato: esecuzione dei progetti aperti, verifica dell’attuazione del Porto Franco e collegamento con l’industria del territorio.

Si tratta di sfide importanti, ma necessarie per rilanciare il porto di Trieste e in parte anche quello di Monfalcone, dopo circa 550 giorni senza un presidente e ora in attesa del Segretario generale per completare una governance chiamata a decisioni importanti già a partire dalle prossime settimane.

Suez, la rotta artica, le crisi geopolitiche internazionali, la collaborazione tra gli scali del Nord Adriatico e altro ancora. Si è parlato di tutto, ieri alla sede dell’Authority durante la conferenza stampa di presentazione del neopresidente, ma l’attenzione si è subito spostata sui cospicui finanziamenti già stanziati dal Fondo complementare al Pnrr e che in parte attendono di essere spesi. Quindi accelerazione sul progetto della Stazione di Servola e sul progetto del Molo VIII (partnership pubblico/privato), sul Molo VII che si sta già rinnovando, ma anche sulla verifica dell’attuazione per le prerogative del Porto Franco internazionale. Senza dimenticare uno dei cavalli di battaglia dell’ex presidente Zeno D’Agostino: il link tra porto e industria come stimolo per l’economia del territorio.

«La capacità di adattarsi, di essere flessibili, avendo un’infrastruttura moderna, è essenziale. È un lavoro che va fatto anche con i principali operatori, tra cui gli armatori, tutti gli altri, dagli spedizionieri a tutti, perché io come approccio, venendo dal privato, ho sempre come obiettivi lo sviluppo, la crescita» ha detto Consalvo
Il neopresidente ha poi parlato di «effetto a cascata su tutto, anche sul personale, sulle relazioni sindacali, su tutto».

Tra le novità, annunciata quasi sottovoce, la ricerca dell’indipendenza energetica per il porto. Un modo pratico per declinare l’abuso del termine sostenibilità e per dare attuazione pratica ad un trend già iniziato con l’elettrificazione delle banchine.