TRIESTE – L’interporto di Pordenone accelera verso una nuova gestione del terminal ferroviario: prende corpo l’ipotesi di una società mista e un ruolo diretto nella governance, una volta chiuso il rapporto contrattuale con l’attuale gestore Hupac e di un periodo transitorio necessario alle procedure di gara.

Lo si legge tra le righe dell’intervento – al convegno “Pordenone spartiacque fra Venezia e Trieste” organizzato da Adriaports – dell’amministratore delegato di Interporto Centro Ingrosso Pordenone, Sergio Bolzonello, che ha spiegato come l’obiettivo sia quello di superare un modello puramente immobiliare. «Non saremo solo locatori, ma parte attiva. Gli imprenditori del territorio e, soprattutto, la Camera di commercio di Pordenone e Udine, socio di maggioranza di Interporto Pordenone, ci hanno chiesto di pensare a un vero progetto industriale per l’interporto» ha detto. Secondo Bolzonello, l’intermodalità sviluppata finora non ha risposto alle esigenze dell’industria locale e il limite principale è stato lo scarso legame tra il gestore del terminal e il tessuto produttivo. La direzione indicata è quella di un terminal intermodale aperto, in grado di servire sia grandi gruppi sia piccole e medie imprese.

Questo cambio di impostazione si inserisce nel più ampio Piano industriale 2025-2030 presentato dall’Interporto, che prevede investimenti complessivi per 109 milioni di euro. A luglio è stata espletata la gara per il nuovo gestore del terminal ferroviario, la cui concessione attuale scade il 31 luglio 2025. Il piano punta a rafforzare il ruolo di Pordenone come nodo logistico del Nord-est, con un bacino che guarda non solo al Friuli Venezia Giulia ma anche al Veneto e al porto di Trieste, distante circa 90 chilometri.
Tra gli interventi principali figurano il potenziamento dell’infrastruttura ferroviaria e la risoluzione delle criticità operative legate alla manovra primaria, oggi vincolata al passaggio dei treni dalla stazione di Pordenone. La realizzazione della cosiddetta stazione elementare, concordata con Rfi e con il futuro gestore del terminal, richiederà circa 30 milioni di euro. A questi si aggiungono investimenti per nuovi binari, gru a portale, un nuovo fascio binari e un magazzino raccordato, per un rafforzamento complessivo della capacità intermodale.

Il progetto prevede anche un’evoluzione urbanistica dell’area, con l’ampliamento verso la zona industriale di Vallenoncello attraverso un Accordo di programma con Comune e Regione, e la nascita di un Consorzio di sviluppo economico locale. L’obiettivo è attrarre attività ad alto valore aggiunto, offrire servizi avanzati e legare in modo più stretto logistica e manifattura.
La Regione Friuli Venezia Giulia ha già espresso sostegno all’iniziativa. L’assessore alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, ha sottolineato come il piano sia coerente con l’Agenda Fvg Manifattura 2030, che individua nella logistica evoluta, nell’export e nell’attrazione di investimenti le leve per la crescita. Per Pordenone, la sfida non è solo far transitare merci, ma favorirne la lavorazione sul territorio, creando occupazione e rafforzando la base industriale locale.