TRIESTE – Il giudizio dei sindacati sull’incontro svoltosi oggi a Roma, al ministero delle Imprese e del Made in Italy, è nel complesso positivo, ma accompagnato da diverse riserve. Al centro del confronto, lo stato di avanzamento del piano industriale di Innoway per il sito di Bagnoli della Rosandra, ex Wärtsilä.
Secondo FIM CISL, l’azienda ha confermato gli impegni principali: investimento complessivo da 100 milioni di euro e raggiungimento della piena occupazione entro il secondo semestre 2027, come previsto dall’accordo quadro del luglio 2024. I livelli occupazionali attuali risultano leggermente superiori a quanto inizialmente stabilito.
Resta però una valutazione critica sulla scelta di suddividere l’investimento in due fasi, con 70 milioni entro il 2026 e i restanti 30 milioni spostati al 2029. Tempistiche considerate troppo dilatate, soprattutto in una fase di riconversione industriale ancora fragile. Ulteriori criticità sono emerse nella gestione dei rapporti con alcuni fornitori, che hanno causato ritardi nelle consegne di componenti e potrebbero portare a un maggiore ricorso alla Cigs (Cassa integrazione guadagni straordinaria), con il rischio di uno o due giorni di stop settimanali per parte della forza lavoro.
Nel corso dell’incontro unitario, con la presenza di FIOM CGIL e UILM, l’azienda ha fornito dati più dettagliati rispetto ai precedenti appuntamenti.
I sindacati hanno però ribadito la necessità di un monitoraggio stretto del piano industriale, giudicato ambizioso ma ancora esposto a zone d’ombra legate ai tempi di completamento della seconda fase e alla tenuta complessiva della filiera. Il ministro ha definito positivo l’ingresso dell’ingegner Bobbio come nuovo amministratore delegato, sottolineando però la necessità di un ulteriore cambio di passo, in particolare sul Contratto di Sviluppo, ritenuto in ritardo.
Più netto il giudizio di USB, che pur riconoscendo segnali positivi ha evidenziato come, a oltre un anno dall’avvio del progetto, molti aspetti produttivi e organizzativi risultino ancora provvisori. USB ha chiesto chiarezza su stato delle linee, approvvigionamento dei materiali, sicurezza, formazione e tempi certi per il rientro di tutti i lavoratori oggi in Cigs.
Per USB, gli impegni annunciati – investimenti, avvio delle linee entro il 2026, collegamento ferroviario, crescita occupazionale e internalizzazione di fasi strategiche – devono ora tradursi rapidamente in fatti concreti. La fase che si apre viene definita decisiva, con la richiesta alle istituzioni di esercitare una vigilanza costante e all’azienda di accelerare senza ulteriori rinvii.




