TRIESTE – A Porto Nogaro è entrato in funzione il sistema di elettrificazione della banchina Margreth, che consente alle navi ormeggiate di spegnere i motori di bordo e alimentarsi da terra, riducendo in modo significativo le emissioni.

Il varo ufficiale dell’impianto è avvenuto alla presenza dell’assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti Cristina Amirante, che ha sottolineato come il progetto rappresenti «una risposta concreta ai temi della sostenibilità degli scali portuali e dell’intero sistema dei trasporti del Friuli Venezia Giulia». L’opera è stata completata con circa cento giorni di anticipo rispetto ai tempi contrattuali, a conferma della capacità di coordinamento tra Regione, consorzi per lo sviluppo economico, imprese coinvolte, operatori portuali e Capitaneria di porto.

Il sistema di cold ironing della banchina Margreth si distingue per una configurazione tecnologica avanzata. L’energia elettrica destinata alle navi è prodotta in gran parte da fonti rinnovabili grazie a oltre duemila pannelli fotovoltaici installati sulle coperture delle strutture portuali, evitando nuovo consumo di suolo. Alla produzione si affianca un sistema di accumulo che consente di ottimizzare l’utilizzo dell’energia solare e di garantire continuità di alimentazione anche nelle ore notturne o in assenza di produzione diretta.
Il progetto, avviato operativamente nella primavera del 2024 con la firma del contratto di appalto, era stato dimensionato fin dall’origine sulle esigenze del traffico merci dello scalo. Il sistema è infatti in grado di alimentare contemporaneamente fino a quattro navi cargo ormeggiate, attraverso due cabine di distribuzione, sei punti di connessione in banchina e un sistema shore-to-ship su carrello mobile. L’impianto fotovoltaico, con una potenza complessiva di circa 1,31 MWp, è integrato alle altre esigenze energetiche dell’area portuale.

Secondo le stime elaborate in fase progettuale, la piena operatività dell’impianto consentirà una riduzione delle emissioni di CO₂ equivalenti del porto pari a circa il 29% rispetto ai livelli del 2019. In assenza di navi all’ormeggio, l’energia accumulata potrà essere utilizzata per alimentare l’illuminazione pubblica e gli uffici all’interno dell’area portuale, rendendo immediati i benefici ambientali dell’investimento.
Il valore complessivo dell’intervento è di circa 7,9 milioni di euro. La copertura finanziaria deriva per 7,4 milioni dal Piano nazionale complementare al Pnrr, con risorse assegnate dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti alla Regione Friuli Venezia Giulia, e per circa 500mila euro da fondi regionali. L’opera completa un ciclo di investimenti infrastrutturali portati avanti negli ultimi anni a supporto dello scalo e della zona industriale collegata.

Nel corso della cerimonia è stato inoltre richiamato il tema della sicurezza della navigazione lungo il canale Aussa Corno. Alla Capitaneria di porto è stato infatti messo a disposizione un nuovo sistema di localizzazione dedicato ai piloti locali, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente i livelli di sicurezza operativa.