TRIESTE – Si è conclusa la visita ufficiale in India del primo ministro croato Andrej Plenković, la prima di un capo di governo di Zagabria nel Paese asiatico. Al centro della missione, oltre ai rapporti politici e tecnologici, il posizionamento della Croazia come snodo logistico tra Indo-Pacifico ed Europa centrale, con il porto di Fiume indicato come asset chiave.

La visita, dal 18 al 21 febbraio 2026, si è svolta su invito del premier indiano Narendra Modi e ha coinciso con l’AI Impact Summit di Nuova Delhi. I due leader hanno discusso di cooperazione economica, scambi commerciali, tecnologia e connettività, richiamando anche la recente conclusione dell’accordo di libero scambio tra India e Unione europea e sollecitandone una rapida attuazione.
Nel suo intervento alla University of Delhi, Plenković ha dedicato ampio spazio alla dimensione infrastrutturale e marittima dei rapporti bilaterali. In questo quadro ha richiamato esplicitamente il ruolo della Croazia come “Mediterranean gateway to Central Europe”, sottolineando come l’Adriatico rappresenti una delle rotte più brevi e sicure tra Asia e cuore industriale europeo.

Porto di Fiume
Il porto di Fiume è stato indicato come perno di questa strategia. Secondo quanto affermato dal premier croato, lo scalo è oggetto di un ampio programma di modernizzazione ed espansione con l’obiettivo di diventare il principale porto dell’alto Adriatico e un punto di ingresso privilegiato per le merci indiane dirette verso l’Europa centrale.
Il rafforzamento delle connessioni ferroviarie verso Ungheria, Austria e altri mercati dell’area danubiana è parte integrante del piano. L’idea è quella di integrare Fiume lungo l’asse nord-sud promosso dall’iniziativa dei Tre Mari, piattaforma co-fondata dalla Croazia insieme alla Polonia e che riunisce tredici Paesi dell’Unione europea tra Baltico, Adriatico e Mar Nero.
Nel discorso, Plenković ha collegato esplicitamente questo asse infrastrutturale al progetto IMEC, l’India-Middle East-Europe Economic Corridor sostenuto da Nuova Delhi. In questa visione, la Croazia diventerebbe il punto di raccordo tra il corridoio indo-mediterraneo e la dorsale centro-orientale europea, offrendo una rotta marittima alternativa e interna all’area Nato lungo l’Adriatico.

I dati economici forniti dal governo croato indicano una crescita dell’interscambio bilaterale del 12% nei primi dieci mesi del 2025. L’esecutivo di Zagabria vede margini di espansione in settori come farmaceutica, tecnologie digitali, rinnovabili e semiconduttori, ma la componente logistica resta centrale nella narrativa strategica.
La missione in India arriva dopo la visita di Modi a Zagabria nel giugno 2025, anch’essa presentata come storica. Il messaggio politico è chiaro: rafforzare l’asse India-UE anche attraverso infrastrutture fisiche e portuali. In questo schema, Fiume non è solo uno scalo nazionale, ma un tassello della competizione europea per intercettare i flussi tra Asia e mercati centroeuropei.